Il dossier di Federconsumatori Modena evidenzia anomalie nei prezzi di benzina e diesel nel Modenese: zero maggiorazioni in pianura, picchi record in montagna e differenze inspiegabili tra distributori marchiati dallo stesso marchio.
“Da diversi giorni – sottolinea Federconsumatori Modena – i prezzi dei carburanti sono sostanzialmente fermi alle elevate quote raggiunte a seguito dell’ennesima crisi, che ha fatto nuovamente schizzare in alto i prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Ad illustrare meglio di ogni altra cosa i fenomeni speculativi ci sono i dati economici del secondo trimestre delle grandi compagnie petrolifere; la più grande al mondo, la Saudita Aramco, ha registrato il +34% di utile netto, nonostante sia stata la più colpita dalla chiusura di Hormuz. Sostanzialmente raddoppiati gli utili di ENI, BP, Shell, ExxonMobil, mentre Chevron ha quintuplicato gli utili del pari trimestre 2025. Utili netti che complessivamente sono stati valutati in 93 miliardi nel trimestre; un colossale trasferimento di risorse da cittadini e famiglie verso le Compagnie petrolifere, prive del minimo controllo sui propri comportamenti”.
Venendo agli effetti sui consumatori e consumatrici modenesi Federconsumatori vuole segnalare alcune anomalie che meritano attenzione. Ma prima un breve esame sui prezzi oggi applicati alla pompa nella provincia
I più economici, i più cari
E’ tutto sommato contenuta la differenza tra il più economico ed il più caro distributore di benzina in modalità self. Ci sono 20 centesimi tra il distributore di San Donnino di Modena e quello di Sestola, con il primo a 1,899 euro al litro ed il secondo a 2,099. Gli stessi distributori sono protagonisti anche nel differenziale sul gasolio, che sale però a ben 32 centesimi. A Sestola qualcuno ha deciso di accogliere i turisti con un prezzo per il diesel self di 2,3 euro al litro e per la benzina a 2,1 euro. In generale i prezzi dell’Appennino, ad eccezione di Pavullo, occupano gran parte della classifica dei distributori più cari, in entrambi i carburanti, con dati choc nel servito.
Il servito ed i suoi eccessi.
Il servito, secondo alcune fonti, rappresenta tra il 10 ed il 20% di quanto venduto in un distributore; quindi non un fenomeno marginale. Quale la maggiorazione rispetto al self? La libertà è assoluta, e non sembrano credibili le affermazione secondo le quali siano le Compagnie a determinare anche questo prezzo; difatti tra le medesime insegne si passa da chi non applica alcuna maggiorazione per il servito e chi richiede cifre incredibili. E’ il caso di un distributore di Pavullo, record in Emilia-Romagna, che propone il servito maggiorato di 56 centesimi per la benzina, che arriva così a 2,509 euro al litro, che per il pieno di una vettura media corrispondono a 28 euro in più. Lo stesso distributore incrementa il gasolio di 51 centesimi. Evidente l’assenza di qualunque legame con la prestazione di breve durata corrispondente ad un pieno. A seguire nella classifica il distributore autostradale di Secchia Ovest, con + 38 centesimi, mentre a Formigine, Castelfranco, Savignano e Fiorano si registrano +35 centesimi. A Baggiovara abbiamo il più conveniente servito della provincia, poco al di sotto dei 2 euro, senza alcun maggior costo per il consumatore.
Gli eccessivi differenziali nelle stesse insegne.
E’ accertato che i prezzi, almeno nelle modalità self, vengono determinati dalle Compagnie. Diventa così necessario comprendere i motivi di differenziali assolutamente rilevanti tra distributori con la stessa insegna, spesso posti a poca distanza tra di loro. Vediamo ad esempio il gasolio in modalità self. ENI, se si esclude la rete autostradale, ha le minori differenze, con 8 centesimi tra il più caro ed il più economico, mentre Tamoil raggiunge i 10 centesimi e Q8 i 12. Cambia registro con IP, che tra il distributore di Pavullo e quello di Sestola registra un differenziale di ben 31 centesimi. Ma il record è di Esso, che tra San Donnino e Soliera, sotto la stessa insegna, vende lo stesso gasolio in modalità self con 35 centesimi di differenza, 18 euro di differenza per un pieno.
Un fenomeno difficile da comprendere, che merita attenzione, al pari delle tante anomalie che stanno incidendo pesantemente sul reddito di cittadini e famiglie, anche ad agosto.
























