A seguito dell’approvazione della legge regionale sul fine vita e delle notizie sulle 14 richieste di accesso al suicidio medicalmente assistito presentate finora in Emilia-Romagna, l’Associazione Luca Coscioni rende noto il quadro più ampio della domanda di informazioni e supporto ricevuta dai cittadini della regione.
In 12 mesi, infatti, il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni ha raccolto 1.495 richieste provenienti dall’Emilia-Romagna sul tema del fine vita, facendo della regione la terza in Italia per numero assoluto di contatti, dopo Lombardia (3.297 richieste) e Lazio (2.478).
A livello nazionale sono complessivamente 16.035 le richieste ricevute attraverso il Numero Bianco 06 9931 3409, coordinato da Valeria Imbroglio, compagna di Dj Fabo, e tramite le email dell’Associazione: una media di 44 richieste al giorno, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente.
Le richieste riguardano diversi ambiti: dal suicidio medicalmente assistito e dall’eutanasia alle informazioni sul testamento biologico, sull’interruzione delle terapie e sulla sedazione palliativa profonda. Sono cresciute anche le domande di persone che chiedono indicazioni concrete sui percorsi oggi possibili in Italia o all’estero: nell’ultimo anno sono state 580 le persone che hanno richiesto informazioni operative per accedere alla morte volontaria medicalmente assistita, il 51% donne e il 49% uomini.
Secondo la proiezione regionale elaborata dall’Associazione sulla base delle informazioni disponibili sulla provenienza geografica dei contatti e rapportando le richieste alla popolazione residente, l’Emilia-Romagna registra circa 33 richieste ogni 100.000 abitanti, un dato tra i più elevati in Italia.
“I numeri del Numero Bianco mostrano che il bisogno di informazione e orientamento sul fine vita esiste già, prima ancora delle risposte normative delle istituzioni – dichiara Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni –. Le persone e le famiglie chiedono di conoscere i propri diritti, di essere accompagnate nelle scelte e di non essere lasciate sole nei momenti più difficili. La definizione di procedure chiare e uniformi può contribuire a garantire maggiore certezza e rispetto per chi si trova nelle condizioni previste dalla sentenza della Corte costituzionale”.
Con l’approvazione della legge regionale, l’Emilia-Romagna si aggiunge alle Regioni che hanno definito procedure organizzative per dare attuazione alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sull’aiuto medicalizzato alla morte volontaria. Con le otto Aziende sanitarie emiliano-romagnole, salgono a 19 le ASL italiane – insieme a quelle di Toscana e Sardegna – che garantiscono percorsi con procedure e tempi definiti.
“La discussione pubblica sul fine vita non può concentrarsi soltanto sui casi che arrivano alle commissioni sanitarie. Prima ancora delle procedure, ci sono migliaia di persone che cercano informazioni, ascolto e strumenti per esercitare una scelta consapevole. È questa realtà che i numeri del Numero Bianco restituiscono ogni giorno”.
























