La memoria non è solo conoscenza del passato, ma responsabilità civile e presidio della democrazia europea

La memoria non riguarda soltanto il passato: è uno degli strumenti più importanti per difendere il presente e costruire il futuro dell'Europa. È da questa consapevolezza che è stata stilata la Dichiarazione fondamentale dei Luoghi della Memoria europei, sottoscritta anche dalla Fondazione Fossoli insieme ad altri trentuno memoriali internazionali, per riaffermare il valore dell'indipendenza dei luoghi della memoria e il loro ruolo nel contrasto a ogni forma di odio e negazionismo.

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La memoria non riguarda soltanto il passato: è uno degli strumenti più importanti per difendere il presente e costruire il futuro dell’Europa. È da questa consapevolezza che è stata stilata la Dichiarazione fondamentale dei Luoghi della Memoria europei, sottoscritta anche dalla Fondazione Fossoli insieme ad altri trentuno memoriali internazionali, per riaffermare il valore dell’indipendenza dei luoghi della memoria e il loro ruolo nel contrasto a ogni forma di odio e negazionismo. La Dichiarazione riconosce che i luoghi della memoria sorti nei siti dei crimini perpetrati dai nazisti, dai fascisti e dai loro collaboratori durante la Seconda guerra mondiale rappresentano un patrimonio comune dell’Europa. In un tempo in cui la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni diretti si sta progressivamente spegnendo, tali istituzioni sono chiamate ad assumere una responsabilità permanente: conservare la memoria storica, promuovere la ricerca scientifica, favorire una riflessione critica sul presente e mantenere viva la consapevolezza dei valori su cui si fonda la democrazia europea. La Dichiarazione sottolinea inoltre la necessità di garantire ai luoghi della memoria piena autonomia scientifica, culturale e programmatica rispetto a ogni forma di pressione politica o finanziaria, quale presupposto indispensabile per svolgere efficacemente la propria missione.

Il confronto alla base della genesi del documento è avvenuto nel corso di un incontro tenutosi in più giornate in Polonia, presso la sede del Memoriale di Auschwitz-Birkenau, al quale, in rappresentanza della Fondazione, ha partecipato la direttrice Chiara Ferrari. La versione finale del testo è stata raggiunta anche con il contributo del Consiglio direttivo e del Comitato scientifico della Fondazione.

“La Dichiarazione rappresenta l’impegno condiviso, assunto dalla rete memoriale del continente, a custodire con rigore la verità storica e a difendere l’autonomia delle istituzioni che la trasmettono. In un tempo segnato dal riemergere di nazionalismi, discriminazioni e tentativi di manipolazione del passato, la memoria non può essere considerata un patrimonio acquisito. Al contrario, è una responsabilità quotidiana che richiede indipendenza, ricerca, educazione e dialogo. Non è un caso che, tra le azioni tipiche dei regimi con ambizioni antidemocratiche, vi sia anche la pratica della cosiddetta riscrittura del passato. La Fondazione Fossoli aderisce convintamente al documento, perché crede che i luoghi della memoria siano promotori di ricerca storica e presìdi di democrazia, capaci di parlare al presente e di contribuire alla costruzione di un futuro fondato sui diritti, sulla pace e sulla dignità della persona”, dichiara la Presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni.

Con la propria adesione, la Fondazione Fossoli rinnova l’impegno a conoscere la storia e trasmettere la memoria della deportazione, della persecuzione e della Resistenza, contribuendo, insieme agli altri memoriali europei, alla costruzione di una coscienza storica collettiva capace di promuovere pace, diritti umani e cittadinanza democratica.

Il testo della Dichiarazione è consultabile qui: https://bit.ly/4wYqQvc

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