Hesperia Hospital e Diagnostic Center di Carpi: “Milioni investiti nelle tecnologie, ma il personale resta fermo al palo” denuncia la Cgil

La protesta riguarda anche il Diagnostic Center di Carpi, dove la FP Cgil segnala ulteriori problematiche: tra queste, il mancato riconoscimento del servizio mensa o del buono pasto per i dipendenti e difficoltà nella sostituzione del personale assente, con conseguenti ricadute sull’organizzazione del lavoro.

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Mohcine El Arrag

È stato proclamato lo stato di agitazione all’Hesperia Hospital di Modena e all’Hesperia Diagnostic Center di Carpi. A darne comunicazione è la Funzione Pubblica Cgil di Modena, alla quale lavoratrici e lavoratori delle due strutture sanitarie hanno conferito mandato per avviare la mobilitazione a tutela dei propri diritti e del riconoscimento della propria professionalità. Al centro della protesta, secondo il sindacato, ci sono condizioni economiche e organizzative ormai diventate insostenibili per i circa 250 dipendenti coinvolti: personale infermieristico, tecnico sanitario, socio-sanitario, ausiliario e amministrativo. “Il contratto integrativo aziendale è fermo da oltre dieci anni – spiega Mohcine El Arrag della FP Cgil di Modena – mentre il Contratto collettivo nazionale della sanità privata è scaduto da otto anni. Una situazione che determina una forte e ingiustificata disparità salariale rispetto ai colleghi della sanità pubblica e di altre realtà dello stesso comparto”. Secondo la FP Cgil, il mancato adeguamento delle condizioni economiche ha portato alcuni professionisti a ricorrere anche alla partita Iva pur di ottenere un trattamento economico più adeguato e un migliore equilibrio tra vita lavorativa e privata.

“L’azienda investe sulle macchine, ma dimentica chi garantisce il servizio”

A far crescere il malcontento, denuncia il sindacato, è anche il contrasto tra gli investimenti tecnologici annunciati dall’azienda e il mancato riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente dal personale. A marzo Hesperia avrebbe programmato un investimento superiore ai 2 milioni di euro per l’ammodernamento strutturale e tecnologico e per nuovi macchinari sanitari. “Le tecnologie, per quanto avanzate, non funzionano senza le competenze e il sacrificio quotidiano delle persone che lavorano nelle strutture – sottolinea El Arrag –. L’azienda investe milioni nei beni materiali, ma sembra ignorare il valore del capitale umano. Nel frattempo gli stipendi dei lavoratori sono rimasti fermi per anni, erosi dall’inflazione, mentre le aspettative del personale continuano a non trovare risposta”.

Turni modificati, ferie in ritardo e problemi organizzativi

La FP Cgil denuncia inoltre una serie di criticità nella gestione quotidiana del lavoro. Tra queste, la modifica frequente dei turni durante il mese, la presenza di riposi considerati solo formalmente tali e una gestione della reperibilità domenicale ritenuta dal sindacato penalizzante per i lavoratori. In particolare, secondo la denuncia sindacale, nei casi in cui la reperibilità domenicale non comporti una chiamata effettiva, l’azienda la considererebbe comunque come “riposo effettivamente goduto”. Una modalità che, secondo la FP Cgil, non garantirebbe un reale recupero psicofisico e limiterebbe la possibilità dei dipendenti di organizzare liberamente il proprio tempo. Criticità anche sul fronte delle ferie: nonostante le richieste debbano essere presentate entro marzo, l’autorizzazione arriverebbe spesso solo a giugno, a causa di ritardi nella programmazione. “Un problema organizzativo che finisce per ricadere interamente sui lavoratori e sulle loro famiglie”, sostiene il sindacato. Tra le altre situazioni segnalate, l’impiego degli infermieri di sala operatoria nelle attività di pulizia delle sale durante i turni di reperibilità, per sopperire alla carenza di personale ausiliario, e le condizioni di disagio vissute dal personale amministrativo costretto a lavorare in una tensostruttura priva di adeguato isolamento termico.

Carpi: niente mensa o buono pasto e carenze nelle sostituzioni

La protesta riguarda anche il Diagnostic Center di Carpi, dove la FP Cgil segnala ulteriori problematiche: tra queste, il mancato riconoscimento del servizio mensa o del buono pasto per i dipendenti e difficoltà nella sostituzione del personale assente, con conseguenti ricadute sull’organizzazione del lavoro.

“Ora servono risposte concrete”

Lo stato di agitazione arriva dopo due anni di trattative, secondo il sindacato, senza risultati sul rinnovo del contratto integrativo aziendale, insieme a una parziale applicazione del contratto nazionale e a riorganizzazioni degli orari di lavoro effettuate senza un adeguato confronto sindacale. La FP Cgil di Modena ha quindi formalizzato l’avvio delle procedure previste, chiedendo un incontro in Prefettura. “Se dall’azienda non arriveranno risposte concrete e immediate sulla valorizzazione del personale e sul miglioramento delle condizioni di lavoro – conclude il sindacato – la mobilitazione sarà destinata ad aumentare”.

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