Caldo record nei nidi di Carpi, il Comune corre ai ripari con dieci condizionatori mobili

A Carpi sono dieci i pinguini in distribuzione, in tutti i nidi comunali, escluso il Melarancia perché lì i bambini non ci dormono. La distribuzione è iniziata martedì e terminerà domani, giovedì 25 giugno. La distribuzione è iniziata ieri e terminerà domani, giovedì 25 giugno. “In prospettiva, dobbiamo mettere in conto, soprattutto per le strutture più datate e meno funzionali sotto il profilo energetico, interventi di natura complessiva, non semplici, costosi, ma ineludibili a fronte delle trasformazioni climatiche e delle aspettative di qualità delle famiglie” sottolinea l’assessore alla Scuola e alle politiche educative Giuliano Albarani.

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L’Amministrazione Comunale interviene dopo i numerosi appelli lanciati dai genitori dei bambini frequentanti i nidi cittadini, alle prese con temperature canicolari all’interno delle strutture.

“Siamo consapevoli che la pesante ondata di calore rappresenta un disagio per bambini ed educatori. Per tale motivo il Comune di Carpi sta cercando di intervenire, per ora in via di urgenza, per far sì che tutti possano vivere quest’ultimo periodo di apertura ordinaria delle strutture, e poi i centri estivi, nelle condizioni migliori possibili”.

Il problema è strutturale: “molti edifici non sono dotati di impianti di raffrescamento o aria condizionata per storia, scelte edilizie e manutentive, e indicazioni igienico sanitarie, anche molto recenti, che, per esempio, mettevano in guardia dai repentini sbalzi di temperatura che possono subire i bambini. Per motivi di manutenzione degli impianti, inoltre, si è sempre data priorità all’istallazione di pale da soffitto o a sistemi di ventilazione meccanica anziché a impianti refrigeranti.

Il cambiamento climatico in atto, con effetti sulle temperature evidenti anche nel nostro territorio, ha spinto a cambiare approccio e a superare le preclusioni all’utilizzo di impianti di raffrescamento, ma chiaramente la loro introduzione sistematica richiede un’attenta programmazione basata su valutazioni tecniche, economiche e sanitarie (quest’ultime anche per gestire il rischio legato al batterio della legionella)” proseguono dal Comune di Carpi.

Si tratta di interventi strutturali che richiedono una programmazione e il cui percorso è cominciato “con verifiche sull’efficacia delle pale da soffitto installate in alcune strutture e una valutazione approfondita per progetti di raffrescamento strutturale nei servizi 0-6 da programmare compatibilmente con le risorse di bilancio e le tempistiche dei bandi di edilizia scolastica”.

Nel frattempo, per correre ai ripari e rispondere all’emergenza attuale, il servizio sta organizzando una distribuzione di condizionatori mobili (i cosiddetti pinguini) utilizzando quelli già esistenti e disponibili all’interno dei Comuni dell’Unione, anticipando la consegna e consentendo l’utilizzo di quelli che le ditte mettono a disposizione per i centri estivi, comprando, con procedura di urgenza, quelli possibili senza procedure di gara e/o affidamento in cui i tempi sarebbero più lunghi.

A Carpi sono dieci i pinguini in distribuzione, in tutti i nidi comunali, escluso il Melarancia perché lì i bambini non ci dormono. La distribuzione è iniziata martedì e terminerà domani, giovedì 25 giugno.

 “Gli interventi e le forniture di questi giorni ci consentono di affrontare e superare il picco di calore nonché di garantire temperature adeguate per le settimane dei centri estivi – commenta l’assessore alla Scuola e alle politiche educative Giuliano Albarani – riducendo i disagi per l’utenza dei servizi educativi, anche grazie ai monitoraggi e alla tempestività delle segnalazioni che ci sono arrivate e ci provengono regolarmente dai plessi e dagli operatori. In prospettiva, dobbiamo mettere in conto, soprattutto per le strutture più datate e meno funzionali sotto il profilo energetico, interventi di natura complessiva, non semplici, costosi, ma ineludibili a fronte delle trasformazioni climatiche e delle aspettative di qualità delle famiglie”.

L’auspicio è che quella messa in campo in questi giorni resti una misura eccezionale e non diventi la risposta ordinaria a un problema ormai strutturale. Dieci “pinguini” possono aiutare a superare l’emergenza, ma restano una toppa, non una soluzione. Perché se le ondate di calore sono destinate a ripetersi, non si può pensare di affrontarle ogni estate rincorrendo l’urgenza: serve che da qui al prossimo anno si passi finalmente dai rimedi temporanei a interventi concreti e duraturi. D’altronde quando un’emergenza si ripete ogni estate, forse è arrivato il momento di smettere di chiamarla emergenza.

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