Realco, passano di mano solo nove punti vendita e quello di Carpi non c’è

Nuovi preoccupanti risvolti per il futuro del gruppo Realco, per i cui asset principali non c'è stata alcuna offerta durante l'asta di ieri. È quanto emerso nell'udienza del 10 giugno, che si è tenuta al tribunale di Bologna, nell'ambito della procedura di vendita avviata dalla cooperativa proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy. I sindacati esprimono preoccupazione.

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Il Sigma di via Cuneo resta chiuso

Nuovi preoccupanti risvolti per il futuro del gruppo Realco, per i cui asset principali non c’è stata alcuna offerta durante l’asta di ieri. È quanto emerso nell’udienza del 10 giugno, che si è tenuta al tribunale di Bologna, nell’ambito della procedura di vendita avviata dalla cooperativa proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy.
Il percorso concordatario avviato a seguito della grave crisi economico-finanziaria che ha investito il gruppo subisce quindi una brusca frenata.
L’esito dell’asta ha evidenziato l’assenza di offerte per i lotti da 1 a 4, compreso quello che racchiudeva la parte più consistente del patrimonio aziendale, costituita dalla rete commerciale, dal centro distributivo e dagli immobili di proprietà.
L’unica offerta presentata, invece, riguarda il Lotto 5, relativo a nove punti vendita e ai rispettivi rami d’azienda, da parte di Nordovest Insieme Srl e Supermercati San Giorgio Srl.

Passano così di mano l’Ecu di Villa Minozzo, il Sigma di San Martino in Rio, il Sigma di Montecchio, l’Ecu di Montecchio (Ipermontecchio) e il Sigma di Carpineti. Questi punti vendita andranno in orbita Ssg. A Nord Ovest Insieme, invece, il Sigma di Marina di Massa (via San Leonardo), l’Ecu di Modena (via Cavour), il Sigma di Modena (via San Giovanni Bosco), il Sigma di Bologna (San Pio V).  E adesso? Resta da chiarire il destino degli altri lavoratori compresi quelli di Carpi.

“L’esito dell’asta rappresenta un passaggio estremamente significativo nella vicenda Realco”, dichiarano unitariamente le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. “Il fatto che non siano arrivate offerte per i principali asset aziendali conferma tutte le difficoltà che da tempo stiamo denunciando e apre una fase di forte incertezza”.
Per le organizzazioni sindacali, il mancato interesse per la parte principale del Gruppo impone ora una riflessione approfondita sulle prospettive della procedura e sulle garanzie occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
“Parliamo di un passaggio – aggiungono – che non può essere sottovalutato. L’asta avrebbe dovuto rappresentare un momento decisivo per individuare possibili soluzioni industriali. L’assenza di offerte sui lotti principali rende invece ancora più complesso il quadro e aumenta le preoccupazioni sul futuro dell’azienda”, proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Particolare attenzione è ora rivolta alla scadenza di domani, 12 giugno, per la presentazione del piano concordatario, che potrebbe fornire indicazioni più precise sulle prospettive della società e sugli strumenti che potranno essere messi in campo per salvaguardare l’occupazione.
“Le lavoratrici e i lavoratori stanno vivendo da mesi una situazione di forte incertezza. È indispensabile che ogni passaggio della procedura abbia come priorità la tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle condizioni contrattuali ed economiche del personale”, sottolineano le tre organizzazioni sindacali.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs annunciano, inoltre, che chiederanno la riconvocazione del tavolo di salvaguardia a Regione Emilia-Romagna. “È necessario riaprire immediatamente il confronto con tutte le istituzioni coinvolte. Serve il massimo impegno per individuare ogni possibile soluzione utile a difendere il lavoro, le professionalità e il presidio occupazionale rappresentato da Realco sui territori”.

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