L’ombra dietro lo schermo: anatomia del male nell’era digitale

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Recensione di “Crimini relazionali nell’era digitale. Seconda edizione” di Isabella Corradini, Themis edizioni.

Viviamo in un’epoca in cui il confine tra il reale e il virtuale si è fatto non solo sottile, ma quasi del tutto trasparente. La tecnologia, che prometteva di connetterci, ha finito per riconfigurare non solo le nostre abilità comunicative, ma anche le pulsioni più oscure del comportamento umano.

A indagare questo territorio complesso e spesso insidioso torna Isabella Corradini con la seconda edizione di Crimini relazionali nell’era digitale, Themis edizioni, un saggio che si rivela, oggi più che mai, un manuale di navigazione necessario per comprendere la patologia dei legami moderni.

Corradini, psicologa sociale, criminologa ed esperta di fattore umano, non si limita a catalogare le derive negative della rete. Il titolo stesso, “crimini relazionali”, è una chiave di lettura potente: sposta l’attenzione dal mezzo — lo smartphone, il computer, la piattaforma — alla sostanza della relazione. È nel legame disfunzionale che si annida il germe del crimine, sia esso cyberbullismo, revenge porn o il più insidioso cybermobbing lavorativo. L’autrice ha il merito di analizzare questi fenomeni con il rigore scientifico di chi studia il comportamento, senza mai scadere in facili tecno-fobie.

Questa seconda edizione arricchisce l’analisi originale confrontandosi con le frontiere più avanzate dell’innovazione: il meta-verso e l’intelligenza artificiale. Corradini ci ricorda che, sebbene gli scenari mutino, le dinamiche di potere, prevaricazione e violenza rimangono profondamente radicate nel fattore umano. È proprio qui che risiede il cuore del saggio: la prevenzione non è un processo algoritmico, ma un percorso educativo.

Il libro si distingue per la capacità di declinare concetti complessi in una narrazione accessibile, rendendolo una lettura essenziale non solo per gli addetti ai lavori, per i formatori o per i genitori, ma per chiunque voglia mantenere una consapevolezza attiva in un mondo in cui, spesso, il rischio è di diventare vittime o carnefici senza nemmeno accorgersene.

In definitiva, il lavoro della Corradini non è un grido d’allarme, ma un invito alla responsabilità. In un ecosistema digitale che corre più veloce della nostra etica, Crimini relazionali nell’era digitale ci offre gli strumenti per rallentare, osservare e, infine, reclamare la nostra umanità, rendendo la tecnologia uno strumento di dialogo anziché un’arma di prevaricazione. Una lettura lucida, urgente e profondamente necessaria.

Chiara Sorrentino

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