Fare circa 8.500 passi al giorno rappresenta una strategia semplice, accessibile ed efficace per prevenire la ripresa del peso dopo una dieta. È quanto emerge da una nuova ricerca di Unimore presentata al Congresso Europeo sull’Obesità 2026 e pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of Environmental Research and Public Health. Lo studio è stato coordinato dal professor Marwan El Ghoch del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
“La sfida più importante nel trattamento dell’obesità – spiega il professor Marwan El Ghoch – prevenire la ripresa di peso. Individuare strategie efficaci per mantenere i risultati ottenuti ha un enorme valore clinico”.
La ricerca, che ha coinvolto le Università di Modena e Reggio Emilia e di Beirut in Libano, nasce da una revisione sistematica e metanalisi di 18 studi clinici randomizzati, di cui 14 inclusi nell’analisi quantitativa, per un totale di 3.758 individui in sovrappeso o obesità (età media 53 anni, BMI medio 31 kg/m²) provenienti da diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Giappone.
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno coinvolto in programmi di modifica dello stile di vita (dieta + aumento dei passi giornalieri + counseling comportamentale: è un intervento mirato a modificare comportamenti disfunzionali (es. l’alimentazione eccessiva e sedentarismo), sostituendoli con abitudini più sane e funzionali) e un gruppo di controllo che seguiva solo una dieta o non riceveva interventi specifici.
I risultati mostrano che: all’inizio dello studio entrambi i gruppi avevano livelli simili di attività (circa 7.200 passi al giorno); il gruppo che ha seguito programmi strutturati ha aumentato i passi fino a circa 8.454 al giorno durante la fase di dimagrimento; questo incremento è stato mantenuto anche nella fase successiva (8.241 passi al giorno); i partecipanti hanno perso in media il 4,39% del peso corporeo (circa 4 kg) e, soprattutto, ne hanno mantenuto gran parte nel tempo (perdita media del 3,28%, circa 3 kg); al contrario, il gruppo di controllo non ha registrato né aumento dei passi né perdita di peso significativa.
“L’analisi evidenzia – prosegue il professore di Unimore – un legame chiaro tra l’aumento dei passi e la riduzione del rischio di recupero del peso. Non è emersa invece un’associazione diretta tra numero di passi e maggiore perdita di peso nella fase iniziale, probabilmente perché in questa fase il ruolo principale è svolto dalla riduzione calorica. Il messaggio che emerge è chiaro: aumentare e mantenere nel tempo un livello di attività pari a circa 8.500 passi al giorno può fare la differenza nel lungo periodo, rappresentando una strategia concreta, sostenibile e a basso costo per contrastare l’effetto yo-yo che interessa fino all’80% delle persone dopo una dieta”.
























