“La libertà non vive nei discorsi, vive nelle scelte”

Una piazza emozionante ed emozionata quella di questa mattina. In migliaia hanno voluto partecipare ai festeggiamenti del 25 aprile: piccoli e grandi. Giovani, tanti, e anziani. Insieme hanno cantato sulle note della Banda, hanno ammirato la bandiera della pace, sorretta da centinaia di mani, essere issata sul Torrione degli Spagnoli. Momenti che scaldano i cuori. Perché la Liberazione è una festa di tutti e per tutti.

0
322

Una piazza emozionante ed emozionata quella di questa mattina. In migliaia hanno voluto partecipare ai festeggiamenti del 25 aprile: piccoli e grandi. Giovani, tanti, e anziani. Insieme hanno cantato sulle note della Banda, hanno ammirato la bandiera della pace, sorretta da centinaia di mani, essere issata sul Torrione degli Spagnoli. Momenti che scaldano i cuori. Perché la Liberazione è una festa di tutti e per tutti. Il momento istituzionale è stato celebrato a ridosso della lapide dei caduti di Piazza Martiri. Lì il sindaco Riccardo Righi ha ribadito come questa sia “una celebrazione che appartiene a tutti. Siamo qui, davanti ai nomi incisi nella pietra, che non sono solo memoria, bensì responsabilità. Responsabilità verso ciò che siamo. E verso ciò che scegliamo di diventare. Perché il 25 aprile non è solo un ricordo. È una domanda. Da che parte stiamo? La Resistenza fu la scelta di dire: io non ci sto. E a 80 anni dalle prime elezioni repubblicane a suffragio universale, il primo pensiero va alle donne. Senza di loro, la Resistenza non sarebbe esistita. Donne che dal dopoguerra hanno poi trasformato quella lotta in diritti, partecipazione, cittadinanza. E qui, a Carpi, hanno contribuito in modo determinante alla crescita economica e sociale della nostra comunità. A tutte loro va il nostro più profondo ringraziamento”. Parole suggellate dall’Orchestra della Scuola media Alberto Pio che si è esibita insieme al coro della Scuola primaria Verdi. “Una bandiera sventola dal punto più alto del nostro Castello. Una bandiera – ha aggiunto il sindaco – che non porta i colori di una sola nazione, ma quelli di tutti. E che da quando ci è stata donata dalla comunità cinese — che ringrazio ancora una volta — ha unito centinaia di persone, mani e storie diverse. La scorsa domenica quella stessa bandiera è partita dal Campo di Fossoli per una Marcia della Pace e oggi è arrivata qui. In questa piazza. E se quella bandiera vuol essere un simbolo di pace, è nelle persone, nelle voci e nelle azioni che trova il suo vero significato. Alla fine di quella marcia, una bambina mi si è avvicinata. Mi ha dato un piccolo cubo della pace e mi ha detto: Sindaco, questa mattina ho contribuito anche io alla pace dopo un bisticcio ho chiesto scusa alla mia mamma. In quella frase c’era tutto. La pace non nasce nei grandi discorsi, se prima non nasce dentro di noi. Che non si costruisce nei palazzi, se non la sappiamo vivere nelle relazioni. Chiedere scusa. Riconoscere un errore. Fare un passo indietro. Sono gesti piccoli. Sì, ma profondamente rivoluzionari”.

Il messaggio che il 25 aprile ci rilancia, potente, a 81 anni dalla Liberazione, è proprio questo: la differenza la facciamo noi, ogni giorno, nelle scelte che compiamo.

“Significa scegliere – ha concluso il primo cittadino – difendere valori non negoziabili ogni giorno. Non limitiamoci a ricordare, scegliamo di esserci. Di non voltarci dall’altra parte. Perché la libertà non vive nei discorsi, vive nelle scelte”.

E allora buon 25 aprile a tutti noi.

J.B.

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp