Trekking Da Carpi al Monte Cimone, un cammino lungo 80 anni

La sezione del Club Alpino Italiano di Carpi, nata il 29 settembre 1945, ha tagliato lo scorso anno il prestigioso traguardo degli 80 anni di vita. Per onorare questa eredità fatta di passione per la montagna e legame con il nostro territorio, il Cai dal 29 maggio al 2 giugno, dà vita a un evento straordinario, un trekking itinerante da Carpi fino al Monte Cimone. Un viaggio di 100 km e quasi 3.500 metri di dislivello positivo suddiviso in 5 tappe che unirà la nostra Città alla cima più alta dell’Appennino Settentrionale. Cinque Tappe dalla Pianura alla nostra vetta più alta. Il percorso, affrontabile sia a piedi che in bicicletta, è stato studiato per raccontare il mutare del paesaggio, dalla pianura fino a toccare la cima più alta del nostro Appennino.

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Sguardi Verticali – Quando la montagna diventa arte è il titolo della mostra inaugurata ieri alla presenza della vicesindaco Mariella Lugli e allestita presso la Saletta della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi (in Corso Cabassi, 4) e che si inserisce nel calendario dei festeggiamenti degli 80 anni del Cai – Club alpino italiano sezione di Carpi nato nella nostra città il 29 settembre 1945. Sono gli acquerelli di Annalisa Boni e le fotografie di Nicola Bertolani le opere protagoniste di Sguardi Verticali, un’esposizione che indaga il momento in cui la maestosità delle montagne si trasforma in espressione artistica, che cattura con sensibilità l’essenza delle terre alte.

Gli artisti insieme alla vicesindaco

L’inaugurazione della mostra, visitabile fino a giovedì 30 aprile, è stata anche l’occasione per presentare un’altra bellissima iniziativa organizzata dal Cai per celebrare i suoi 80 anni di vita.  Dal 29 maggio al 2 giugno, il club dà vita a un evento straordinario, un trekking itinerante da Carpi fino al Monte Cimone. Un viaggio di 100 km e quasi 3.500 metri di dislivello positivo suddiviso in 5 tappe che unirà la nostra Città alla cima più alta dell’Appennino Settentrionale. Cinque Tappe dalla Pianura alla nostra vetta più alta. Il percorso, affrontabile sia a piedi che in bicicletta, è stato studiato per raccontare il mutare del paesaggio, dalla pianura fino a toccare la cima più alta del nostro Appennino.

Il trekking è pensato per essere un’esperienza condivisa e accessibile. Sarà possibile partecipare a tutte o anche a alcune tappe, e per ognuna è prevista la possibilità di prenotare il pernottamento in strutture convenzionate del territorio (parrocchie, alberghi e ostelli), permettendo a ciascuno di modulare la propria partecipazione. Alla fine di ogni tappa è previsto un evento pomeridiano o serale. Un’occasione unica per celebrare la storia del Cai Carpi, approfondire la consapevolezza ambientale e vivere il territorio con passo lento e sguardo curioso.

Le Tappe

Venerdì 29 maggio: Carpi – Modena a piedi (20 km | Dislivello: +60m / -49m | Difficoltà E) La partenza simbolica. Una tappa tutta pianeggiante che porterà a Modena. Sosta presso la Cerasicola Morselli di Ganaceto per una degustazione dei loro prodotti. Arrivati a Modena ci sarà un momento di alto valore scientifico: la visita guidata all’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Venerdì 29 maggio: Carpi – Modena – Carpi in bici (46 km | Dislivello: +120m / -120m | Difficoltà TC) Una tappa tutta pianeggiante che porterà a Modena con ritorno a Carpi. Sosta presso la Cerasicola Morselli di Ganaceto per una degustazione dei loro prodotti. A Modena sarà possibile la visita guidata all’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. In occasione dei suoi 200 anni, visita a una delle stazioni meteo più antiche d’Italia, custode di dati preziosi per lo studio dei cambiamenti climatici fin dal 1859. Dopo la visita (facoltativa) all’osservatorio, si riprende la bici per tornare a Carpi.

Sabato 30 maggio: Modena – Torre Maina (23 km | Dislivello: +170m / -35m | Difficoltà E) Il viaggio prosegue risalendo i primi dolci rilievi verso le colline. Pernottamento presso la Parrocchia di Torre Maina (con materassino a terra e sacco a pelo). Cena al ristorante adiacente la parrocchia.

Domenica 31 maggio: Torre Maina – Pavullo (27 km | Dislivello: +1031m / -527m | Difficoltà E) La tappa più impegnativa per lunghezza e dislivello. Si entra nel vivo dell’Appennino, risalendo i crinali che offrono scorci mozzafiato sulla valle del Panaro e sulla pianura sottostante. Pernottamento presso la Parrocchia di Monte Obizzo (con materassino a terra e sacco a pelo). Cena in autonomia con gli Amici del CAI di Pavullo.

Lunedì 1° giugno: Pavullo – Sestola (20 km | Dislivello: +978m / -638m | Difficoltà E ) Penultima fatica del viaggio. Si raggiungerà la “perla dell’Appennino”, Sestola. Nel pomeriggio visita guidata alla Rocca di Sestola. Pernottamento cena e prima colazione presso il Camping Sestola.

Martedì 2 giugno: Sestola – Monte Cimone (10 km | Dislivello: +1211m / -92m | Difficoltà E) Il gran finale nel giorno della Festa della Repubblica. Una salita costante fino ai 2.165 metri della vetta. Per l’occasione, si entrerà nell’Osservatorio “Ottavio Vittori”. Solitamente chiuso al pubblico, l’osservatorio del CNR è l’unica stazione montana per studi atmosferici a sud delle Alpi: lo visiteremo insieme ai tecnici ricercatori per comprendere meglio l’osservazione climatica del nostro pianeta.

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