Il nuovo ospedale scalda il Consiglio Comunale, “i 6 milioni che ci mettiamo sono la prova che facciamo sul serio”

“Ci sono momenti in cui una comunità smette di parlare di futuro e inizia a costruirlo. Questo è uno di quei momenti. Quello di stasera è uno degli atti amministrativi più importanti che affronterà questa consigliatura”. Sono le parole del sindaco Riccardo Righi in occasione della seduta del consiglio comunale del 12 marzo durante la quale a tener banco è stato, ancora una volta, il nuovo ospedale di Carpi e, in particolare, l’autorizzazione alla stipula dell’Accordo Operativo volto all’apposizione di vincolo espropriativo e dichiarazione di pubblica utilità indispensabili per procedere con gli espropri e dare poi il via ai lavori.

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“Ci sono momenti in cui una comunità smette di parlare di futuro e inizia a costruirlo. Questo è uno di quei momenti. Quello di stasera è uno degli atti amministrativi più importanti che affronterà questa consigliatura”. Sono le parole del sindaco Riccardo Righi in occasione della seduta del consiglio comunale del 12 marzo durante la quale a tener banco è stato, ancora una volta, il nuovo ospedale di Carpi e, in particolare, l’autorizzazione alla stipula dell’Accordo Operativo volto all’apposizione di vincolo espropriativo e dichiarazione di pubblica utilità indispensabili per procedere con gli espropri e dare poi il via ai lavori.

Lunghissimo il dibattito, aperto dalla consigliera Monica Medici (Carpi Civica), il cui intervento si è concentrato in modo particolare sui “nervi scoperti” legati alla copertura economica dell’operazione. Stato e Regione, lo ricordiamo, mettono a disposizione 57 milioni di euro, (poco più di 54 lo stato e quasi 3 milioni la Regione Emilia-Romagna). Al netto delle “spese tecniche passate e future dell’Azienda Usl, unitamente a quelle relative agli espropri” stimabili in 27 milioni di euro, la somma disponibile per il contributo a fondo perduto scende però a 30 milioni. “Le restanti somme necessarie alla realizzazione dell’opera saranno oggetto di finanziamento privato attivato nell’ambito del contratto di partenariato pubblico/privato mentre quelle legate alle dotazioni biomedicali, informatiche/informative e agli arredi saranno inserite nell’ambito di un accordo di programma da sottoscrivere in tempo utile per il collaudo e l’attivazione del nuovo polo”.

“Questo accordo di programma – sostiene Medici –  è irrealizzabile. Il nuovo ospedale di Cesena, coi suoi 433 posti letto, costa oltre 300 milioni, il nostro, con 322 posti, 150 milioni. Siamo dei geni e loro degli scialacquatori? Il Comune di Carpi si sta apprestando a regalare quasi 6 milioni, tra opere di urbanizzazione ed espropri a fronte di un’opera i cui prezzi sono fermi al giugno 2021. Allora si parlava di 145 milioni, 126 per la struttura e 14 per le attrezzature: nel mondo reale tutto è aumentato tranne l’Ospedale di Carpi. Poi veniamo a sapere che dei 57 milioni di risorse pubbliche, 27 coprono le spese di progettazione passate, presenti e future.  Se la progettazione è pari al 15%, allora significa che il valore dell’opera è di 180 milioni e dunque abbiamo bisogno di un privato che ce ne metta 150. In soldoni questo significa che il nuovo ospedale sarà privato. Non c’è servizio di lavanderia, posteggio o mensa che possa ripagare 150 milioni, più gli interessi. Il bilancio dell’Usl di Modena viaggia sul miliardo e mezzo se l’azienda lo volesse questi 180 milioni, in sei, sette anni, potrebbe tirarli fuori senza il ricorso al partenariato pubblico-privato. Il finanziamento per il nuovo ospedale di Cesena prevede un contributo di 132 milioni di euro provenienti dai fondi INAIL oltre ai finanziamenti della Regione Emilia-Romagna (circa 156 milioni) e dell’Ausl Romagna (circa 17 milioni). E’ chiaro che non tutti vengono trattati allo stesso modo”.

Di ben altro parere il consigliere Giorgio Verrini (Carpi a colori) che pur riconoscendo di avere “una visione dell’ospedale diversa da quella che stiamo andando ad approvare” non ha alcuna intenzione di “buttare via il bambino con l’acqua sporca dopo 20 anni di discussione e di promesse elettorali. Con questo accordo si parte e questo mi riempie il cuore. Durante il percorso vi sarà modo di apportare gli aggiustamenti necessari”

Viabilità e parcheggi sono le note dolenti su cui si è concentrata la consigliera Federica Boccaletti (Fratelli d’Italia): “non comprendo l’ottimismo con cui si guarda a quella creatura leggendaria che è il nuovo ospedale. Qui gli unici dati certi sono l’esborso di denaro pubblico e un Ramazzini in estrema difficoltà. Non sappiamo ancora cosa diventerà il nuovo polo ospedaliero ma rilevo scarsa chiarezza su temi fondamentali come la rimodulazione della viabilità tesa a garantire un rapido accesso alla nuova struttura da parte di mezzi di soccorso, operatori sanitari e pazienti e sul numero di parcheggi. La dotazione di piazzole di sosta, rispetto ai circa 500 a servizio dell’attuale Ramazzini, salirà a 730 con una futura possibilità di ampliamento ma saranno sufficienti? Certo il nuovo polo a differenza dell’attuale non sarà raggiungibile a piedi o in bicicletta…”.  E nel caso vi fosse “bisogno di nuovi posti auto – si chiede Giulio Bonzanini (Lega) – chi li finanzierà? Oggi si parte ma con numerose incognite. La domanda pertanto è, dove si arriverà?”.

Lorella Rossetti (Pd) dal canto suo ha ribadito più volte come “questo accordo operativo consenta di fare un passo importante verso la realizzazione effettiva di una struttura che non è solo un edificio bensì un insieme di servizi essenziali per la cura e la sicurezza delle persone. Il ricorso allo strumento del partenariato non è uno scandalo, l’ospedale di Baggiovara è nato così tanti anni fa. Questo non è il momento di definire i dettagli, di quelli ci preoccuperemo in un secondo momento, ora occorre esprimersi sull’accordo. Vogliamo o no un nuovo ospedale a Carpi?”.

A dar man forte anche Marco Truzzi (Pd): “che seduta emozionante, si parla di un nuovo ospedale una volta ogni 110 anni e quindi questo è un atto straordinario. Stiamo procedendo a passi marcati, pur in un contesto sfavorevole, verso un’opera epocale. Il Comune ha sottoscritto un impegno di partecipazione economica di quasi 6 milioni, pertanto estremamente significativo per il suo bilancio. Accettare questa sfida storica ci porterà a una riscrittura delle priorità di investimento, alcune cose faremo fatica a portarle a casa nei prossimi cinque anni ma si è scelto di assicurare il diritto alla salute delle prossime generazioni di carpigiani e non solo. Affermare che il nuovo ospedale della nostra città costa di più rispetto a quello di Cesena,  completamente finanziato dal pubblico, mi pare davvero una contraddizione: nel partenariato pubblico-privato interviene un soggetto privato a cofinanziare e dunque la struttura inciderà meno sulle tasche dei carpigiani”.

A mettere sul tavolo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha dichiarato illegittimo il diritto di prelazione del promotore, uno dei cardini del project financing italiano, è stata invece Federica Carletti (Fratelli d’Italia): “una sentenza che ha minato un’operazione che si regge proprio sul partenariato pubblico-privato. Il fatto che sia arrivata una sola manifestazione di interesse ha reso evidente che quanto stabilito ha indebolito l’intero impianto”.

Perplessità sono arrivate anche dal consigliere Michele De Rosa (Forza Italia) che ha espresso dubbi circa “lo squilibrio esistente tra pubblico e privato”. A cercare di rassicurare gli animi è stata l’assessora alle Politiche sociali, Tamara Calzolari, che chiarisce come “questo sarà un ospedale pubblico. Certo la realizzazione prevede una partnership pubblico-privata ed è ovvio che potranno esserci delle modifiche in corso d’opera e che si dovrà far fronte ad aumenti e adattamenti del progetto. La paura alimentata rispetto alla sentenza dell’Unione Europea sulle nuove modalità di prelazione in realtà non ha inficiato un procedimento che è invece andato a buon fine. Una proposta è arrivata e sarà valutata. Dopo anni di dibattito ora iniziamo a mettere in campo il nuovo ospedale e sulla necessità di farlo non vi è alcun dubbio. I 6 milioni che ci mettiamo sono la prova che facciamo sul serio. Oggi diamo un segnale di concretezza”.

A chiudere il dibattito è stato poi il sindaco che ha bacchettato i consiglieri di opposizione: “mettere in discussione lo strumento del partenariato pubblico-privato o la scarsità di parcheggi o, ancora, la viabilità… credo sia in realtà il modo per esprimere la vostra contrarietà a un atto dell’Amministrazione. In realtà state andando contro gli interessi della comunità. Noi stiamo segnando la storia della nostra città”.

L’atto è stato approvato con i 15 voti favorevoli della maggioranza. 7 gli astenuti (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) e 1 voto contrario (Carpi Civica)

Jessica Bianchi

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