A otto giornate dal termine del campionato di Serie C, l’AC Carpi si trova davanti al tratto più delicato della propria stagione. La prevedibile sconfitta maturata sul campo dell’Ascoli – arrivata al termine di una prestazione generosa e tutt’altro che rinunciataria – non ridimensiona la prova dei biancorossi, ma impone una riflessione lucida e pragmatica. Perché ora, più che mai, contano i punti. E la gestione, considerando le tante gare ravvicinate, delle energie. Il calendario propone un mini-campionato di otto gare che valgono una stagione intera: Gubbio, Torres, Livorno, Pineto, Pontedera, Vis Pesaro, Forlì e Guidonia. Praticamente tutti scontri diretti, cinque dei quali al “Cabassi” e veri e propri crocevia salvezza in questo segmento conclusivo di Serie C che mette in palio l’obiettivo stagionale: la permanenza nella categoria. Per mister Cassani la parola d’ordine è una sola: recuperare. Recuperare uomini, per andare a cogliere i punti che mancano per il raggiungimento dell’obiettivo. La lista degli indisponibili è lunga e pesante come un macigno: Enea Pitti, Tommaso Cecotti, Precious Amayah, Filippo Puletto, Elia Giani, Mattia Gaddini ed Erik Gerbi. Praticamente una formazione titolare ai box, un’assenza collettiva che ha inciso sulle rotazioni, sulle scelte e inevitabilmente sulla qualità degli allenamenti. Ritrovare tempestivamente questi elementi significherebbe restituire profondità alla rosa e, soprattutto, alternative tattiche in un momento in cui ogni dettaglio può spostare gli equilibri.
La classifica, tuttavia, offre un punto fermo: il Carpi è ancora padrone del proprio destino. Due sono i livelli di guardia da monitorare con attenzione chirurgica. Il primo è la distanza dal quartultimo posto, oggi fissata a +7 (ma con ancora il turno di riposo da dover osservare), margine che garantirebbe la salvezza diretta senza passare dai playout. Il secondo riguarda la cosiddetta “forbice” dall’ultima in classifica: qualora i biancorossi dovessero chiudere al quartultimo posto, per evitare gli spareggi salvezza il vantaggio sull’ultima dovrebbe superare i nove punti.
Calcoli, proiezioni, ipotesi. Ma prima di ogni scenario aritmetico viene il campo. Le otto partite che attendono il Carpi rappresentano un mezzo girone di ritorno concentrato, un ciclo in cui serviranno compattezza, gestione emotiva e capacità di trasformare la pressione in energia competitiva. La sconfitta di Ascoli, maturata senza arretrare di un centimetro sul piano dell’atteggiamento, può diventare la base su cui costruire lo scatto decisivo. In questo finale non basterà galleggiare: servirà incidere. Recuperare gli uomini chiave, blindare gli scontri diretti e mantenere il controllo del proprio cammino. La salvezza passa da qui, da otto tappe che valgono un’intera stagione.
Capitolo Primavera: Impresa della Primavera del Carpi, che allo stadio “Sentimenti” di Bomporto supera 1-0 la capolista Pergolettese grazie alla rete di Sula e conquista tre punti di grande peso e prestigio. Partono meglio gli ospiti, pericolosi con Guarnieri che di testa centra l’incrocio dei pali. Il Carpi però cresce con il passare dei minuti e, superata la mezz’ora, trova il vantaggio: mischia in area e zampata ravvicinata del centravanti e capocannoniere Sula per l’1-0. Nella ripresa i biancorossi difendono con ordine, concedendo pochissimo. Decisivo l’estremo difensore Alex Perta, che devia sulla traversa una conclusione dal limite, permettendo ai suoi di conservare il vantaggio fino al triplice fischio. Un successo che conferma la crescita costante del gruppo di mister Rossi, e permette di riscattare il pesante 5-0 patito nella gara d’andata. Una vittoria che i giovani biancorossi hanno scelto di dedicare al magazziniere Gianni Casarini, ancora ricoverato all’Ospedale Ramazzini.
























