Vietare la macellazione, la commercializzazione e il consumo di carne di cavallo avrebbe ripercussioni immediate su numerose specialità regionali e su una catena produttiva che abbraccia gli allevatori, le botteghe specializzate, la grande distribuzione e il mondo della ristorazione. A lanciare l’allarme è Assomacellai Confesercenti Modena, che si dice fortemente contraria all’ipotesi di una stretta legislativa sul settore.
“Sarebbe una decisione dettata dall’ideologia, non dalla ragione – attacca Assomacellai Confesercenti Modena – capace di travolgere usanze profondamente radicate e un segmento produttivo vitale per molti territori. Nonostante gli acquisti si siano progressivamente ridotti negli anni, la carne equina resta un pilastro di una cultura gastronomica che percorre la Penisola da un capo all’altro: ricette e tecniche tramandate di generazione in generazione, parte integrante di quella cucina italiana che l’Unesco ha inserito tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità”.
Sul versante economico, la Federazione ricorda come si tratti di una produzione consolidata, storicamente presente in molte zone d’Italia e soggetta a rigide normative sanitarie. Una messa al bando indiscriminata spezzerebbe equilibri costruiti nel tempo, con conseguenze pesanti per le aziende della filiera.
“Chiediamo al Parlamento di misurare con serietà l’impatto di qualsiasi provvedimento su un comparto che appartiene, a tutti gli effetti, all’anima gastronomica del nostro Paese”, conclude Assomacellai Confesercenti Modena.
Carne equina, “un divieto cancellerebbe storia, lavoro e tradizione alimentare italiana”
"Chiediamo al Parlamento di misurare con serietà l'impatto di qualsiasi provvedimento su un comparto che appartiene, a tutti gli effetti, all'anima gastronomica del nostro Paese”. A lanciare l'allarme è Assomacellai Confesercenti Modena, che si dice fortemente contraria all'ipotesi di una stretta legislativa sul settore.























