Tra i 61.078 runner che hanno tagliato il traguardo, coronando il sogno di completare la Maratona di New York a Central Park, domenica 1 novembre c’era anche il carpigiano Alessandro Cappi. Un’esperienza vissuta non alla caccia del record cronometrico, ma per assaporare ogni singolo chilometro di una delle maratone più celebri al mondo. Ha portato a termine l’impresa ad appena 18 anni, pettorale 71059, al suo esordio assoluto sulla distanza dei 42,195 km. Un risultato tutt’altro che scontato: Alessandro non arriva infatti dal fondo o dall’atletica leggera, ma è un atleta di pallanuoto della CooperNuoto di Carpi.
Nonostante la diversa preparazione specifica, il diciottenne – fresco di diploma al Liceo Fanti e iscritto al primo anno di Ingegneria all’Alma Mater – ha portato a termine la corsa con un tempo più che dignitoso. A rendere ancora più eccezionale il suo risultato sono i numeri: su un totale di 61.078 partecipanti che hanno tagliato il traguardo, ben 190 appartengono alla fascia d’età 18-19 anni (distribuiti in 104 maschi e 86 femmine). Tra gli italiani in questa fascia d’età (16 in tutto, 9 ragazze e 7 ragazzi), due provengono della provincia di Modena: la pavullese Sofia Bianchi (35.048° posto) e, appunto, Alessandro Cappi (46.111° posto).
Al suo fianco, lungo le prime miglia del percorso, c’era lo zio Lorenzo Cappi, 51 anni, “montanaro” di Pavullo nel Frignano (pettorale 71075), alla sua seconda esperienza newyorkese dopo quella dello scorso anno. Lo zio si è poi progressivamente staccato perché il nipote andava decisamente più spedito! A fare da cornice e da incitamento fondamentale a bordo strada, muovendosi da una metro all’altra — prima a Brooklyn, poi nel Queens, poi a Manhattan e infine di corsa a Central Park per intercettarli lungo il tragitto — c’erano il papà Rossano e il fratello minore Francesco, 13 anni, che hanno accompagnato gli atleti in questo indimenticabile viaggio di famiglia oltreoceano.
“Ciò che conta davvero è stata l’esperienza umana, ancor prima di quella sportiva” racconta il papà Rossano. “La maratona di New York è una lezione di vita, una festa di popolo fatta di storie, voci, partecipazione e incitamento continuo dal primo all’ultimo metro. L’obiettivo non era la performance sul tempo, ma farcela, stringere i denti, sentire e vivere ogni singolo chilometro fino alla fine”. Un’esperienza unica ed emozionante nel vero senso della parola, che la famiglia Cappi porterà sempre nel cuore e che dimostra come la determinazione, lo spirito di squadra e l’unione familiare possano far superare qualsiasi traguardo.
S.G.
























