Il Giurassico dovrebbe essere un’era geologica ormai passata da milioni di anni e, per quanto la tecnologia corra veloce, le auto volanti restano ancora un miraggio della fantascienza. Eppure, a giudicare dalle condizioni in cui versa via Remesina Esterna a Carpi, percorrere quell’arteria stradale richiede abilità da ere glaciali o mezzi di trasporto del futuro.
A sollevare nuovamente il problema è il Comitato Carpi Nord (già noto come Comitato Remesina), che torna a far sentire la propria voce di fronte a una situazione ormai al limite del paradosso. Le immagini diffuse raccontano uno scenario impressionante: spaccature profonde che sventrano l’asfalto in senso longitudinale, creando veri e propri solchi pericolosi sia per gli automobilisti che per i veicoli a due ruote. In alcuni punti, le crepe sulla carreggiata sono così ampie da potervi inserire un piede per intero, a dimostrazione del grave cedimento strutturale del manto stradale.
Nonostante i ripetuti stanziamenti ed interventi promessi nel corso degli ultimi mesi — tra cantieri annunciati e risorse economiche importanti messe a bilancio per rattoppare l’arteria — il problema sembra ripresentarsi ciclicamente. “Tutto si ripete, nulla cambia”, sottolineano i residenti e gli utenti della via, stanchi di veder applicate quelle che definiscono “l’ennesima toppa” su una viabilità che necessiterebbe invece di uno stravolgimento strutturale e definitivo.
La richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di Carpi è chiara: servono interventi risolutivi e non palliativi, in grado di garantire la sicurezza di chi ogni giorno si trova a percorrere una strada che, ad oggi, assomiglia più a una pista di prova per fuoristrada che a una via di collegamento cittadina.
S.G.
























