“A Medolla suona l’allarme. Vantive e Carlyle hanno scelto l’acquirente e annunciato l’accordo con un comunicato stampa, mentre ai lavoratori mancano le risposte sul futuro. Un metodo inaccettabile che svilisce il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con le istituzioni del territorio. I numeri di Rockwell Medical non offrono le garanzie di solidità che Medolla merita”. Così Alberto Suffritti (Femca Cisl Emilia Centrale), Giacomo Gullo (Filctem Cgil Modena) e Giovanni Pellizzoni (Uiltec Uil Modena) esprimono “profonda preoccupazione” per la cessione. “Il 28 ottobre, al Ministero, era stata richiesta dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu una valutazione preventiva del piano industriale e della soluzione proposta. Richiesta recepita e rilanciata dallo stesso Ministero. Oggi viene presentato un accordo già firmato, senza quel confronto. A cosa sono serviti i tavoli, se la proprietà procede per conto proprio? Combatteremo questo metodo, iniziando dalle assemblee coi lavoratori da oggi, 4 novembre”.
IL PESO DEL GOVERNO
L’operazione annunciata da Vantive e Carlyle comprende Medolla, concentrati (per ottenere il liquido utilizzato per la dialisi), macchine per emodialisi, trattamento dell’acqua, consumabili e servizi tecnici; restano esclusi i dializzatori. Il completamento è previsto a metà 2027, subordinato alle autorizzazioni.
DUBBI SULLA CAPACITÀ FINANZIARIA
Rockwell Medical, con sede a Wixom, nel Michigan, ha chiuso il 2025 con 69,3 milioni di dollari di ricavi, circa il 32% in meno sul 2024, e 5,3 milioni di perdita. Nel primo semestre 2026 perde altri 2,8 milioni. Gli addetti sono scesi da 244 a fine 2024 a 157 a fine 2025, il 35,7% in meno, mentre è cessata la produzione a Greer, negli Stati Uniti. “Dati che impongono risposte, non rassicurazioni generiche. Quale capacità finanziaria e organizzativa sostiene un’operazione che dovrebbe portare il gruppo a 400-450 milioni di ricavi?” sottolineano i sindacalisti.
VANTIVE VENDE, VANTIVE FINANZIA
Al 30 giugno 2026 Rockwell aveva un patrimonio netto di 35,1 milioni di dollari, a fronte di un prezzo base di 125 milioni per l’acquisto di Gambro Dasco: oltre tre volte e mezzo quella consistenza patrimoniale. L’intero prezzo base sarà finanziato da Vantive, con 100 milioni di prestiti e un titolo da 25 milioni convertibile in azioni. “Non basta trovare chi compra, occorre che un acquirente strutturato abbia i mezzi per far crescere l’azienda. Siamo al punto che Vantive – osservano i sindacati – sceglie il compratore e gli finanzia l’acquisto. Ma chi finanzia il futuro di Medolla, i suoi investimenti, la ricerca e le nuove produzioni? Quali garanzie impediranno che il peso del debito assunto da Rockwell Medical si scarichi sull’occupazione e sul rilancio produttivo di Medolla?”.
IL NODO TECH
C’è poi il nodo tecnologico. Rockwell oggi è concentrata soprattutto su consumabili e forniture per dialisi; acquisirebbe macchine e nuove competenze, ma nel bilancio 2025 non risultano spese per ricerca e sviluppo di prodotti. Una situazione che spinge i sindacati a pretendere chiarezza sul destino di Medolla, sui nuovi prodotti e piattaforme che potrà lanciare, evitando il rischio di perdere la produzione ad alto valore aggiunto, con annesse le attività di ricerca e sviluppo. “Siamo ancora incredibilmente lontani da un piano industriale degno di questo nome”, incalzano Gullo, Suffritti e Pellizzoni, per i quali “è inaccettabile anche solo pensare a tagli alla forza lavoro. In questa situazione di confusione e scarso rispetto istituzionale mostrato dalla proprietà, non possiamo che chiedere la riconvocazione immediata del tavolo ministeriale con Vantive, Carlyle e Rockwell, per fare piena luce sul futuro industriale di Medolla”, concludono Femca, Filctem e Uiltec.
Intanto, da oggi, mercoledì 4 novembre, le organizzazioni sindacali si riuniranno in assemblea con i lavoratori, perché il futuro di Medolla deve essere discusso con chi ci lavora. Non con i comunicati stampa spediti da Oltreoceano.
LA POSIZIONE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
È importante sottolineare che “l’eventuale chiusura dell’accordo dovrà passare dalla validazione delle istituzioni, a partire dal ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, che puntano subito a precisare: “La Regione Emilia-Romagna è aperta ad una discussione che coinvolga le parti venditrice e acquirente, che contatteremo al più presto, ma sentiamo la necessità di evidenziare fin da subito alcuni elementi di preoccupazione”. Il primo elemento attiene alle dimensioni di Rockwell Medical, “che fatturerebbe circa 60 milioni di euro, a fronte dei 200 di Gambro Dasco spa. Saremmo quindi nella condizione in cui chi dovrebbe investire nel rilancio del sito di Medolla avrebbe dimensioni ridotte rispetto allo stesso, con forti dubbi conseguenti sulla tenuta della sua capacità finanziaria. A rafforzare questi dubbi è la struttura finanziaria dell’operazione, che vede Gambro Vantive come finanziatore esclusivo della compravendita, attraverso la concessione di due prestiti da 50 milioni di euro e di un convertibile da 25 milioni. Resta da capire e andrà dimostrato come i flussi di cassa possano sostenere la restituzione di queste somme, considerando l’attuale capacità di Rockwell Medical e di Gambro Dasco, e quali siano le eventuali clausole di salvaguardia connesse al mancato o ritardato rimborso”. La Regione Emilia-Romagna, concludono de Pascale e Paglia, “non sarà mai disponibile ad accettare accordi non pienamente sostenibili costruiti a danno delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori, nonché della capacità produttiva del nostro territorio. Lavoreremo fin dalle prossime ore insieme a sindacati e istituzioni per definire una valutazione compiuta e una linea di intervento condivisa”.
























