Trasporto scolastico e bus affollati, l’analisi di Amo: “la criticità nasce dal boom di iscritti nei poli periferici”

A rendere più amara la vicenda è il passaggio della risposta in cui SETA attribuisce parte del problema al comportamento degli studenti stessi. L'azienda nota infatti che le criticità “possono in qualche caso essere acuite da una distribuzione non omogenea degli studenti sui mezzi e da abitudini scorrette dei ragazzi, che tendono a sostare sui gradini della porta centrale anziché portarsi verso l’area libera del mezzo”.

0
256

L’inizio del nuovo anno scolastico porta con sé le consuete complessità legate all’orario provvisorio degli istituti e alla riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico locale. Quest’anno, tuttavia, si aggiunge un fattore del tutto nuovo che sta ridefinendo le abitudini degli studenti modenesi: la forte crescita della domanda verso i poli scolastici periferici e le aree fuori provincia. A fare il punto sulla situazione è Roberto Bolondi, direttore generale dell’Agenzia per la Mobilità di Modena (AMO), che sottolinea come i tecnici stiano monitorando la rete quotidianamente per adeguare l’offerta alle reali esigenze del territorio.

Se da un lato incidono le variabili fisiologiche di avvio anno, dall’altro si registra una vera e propria redistribuzione degli iscritti. Sempre più studenti scelgono di frequentare gli istituti fuori dal capoluogo, sia nei centri della provincia come Pavullo, Mirandola, Finale Emilia e Carpi, sia verso mete extra-provinciali come San Giovanni in Persiceto nel Bolognese o Castelnovo ne’ Monti nel Reggiano. Un cambio di rotta che genera flussi inediti negli orari di punta di ingresso e uscita dalle scuole, mettendo a dura prova la capienza dei bus nelle direttrici principali. Per rispondere alle criticità e ridurre i disagi degli studenti e delle loro famiglie, l’Agenzia di mobilità sta mettendo in atto una serie di interventi mirati.

“Ci stiamo lavorando ogni giorno” spiega il direttore Bolondi. “L’inizio dell’anno scolastico risente dell’orario provvisorio e di tante variabili, ma quest’anno c’è una dinamica nuova a cui stiamo cominciando a far fronte: l’aumento di domanda verso i poli periferici. Per registrare il nostro modello di trasporto stiamo mettendo in campo corse bis, corse innovative e soluzioni sperimentali. Non è finita: continueremo a lavorare finché non avremo risolto i problemi”. L’obiettivo prioritario resta quello di calibrare con precisione la flotta e le frequenze, assicurando un servizio regolare ed efficiente su tutte le direttrici dell’intero bacino provinciale.

“Tutto regolare”: la risposta di SETA indigesta alle famiglie

Dopo le lamentele per i continui sovraffollamenti sulla linea 510/540 e una formale richiesta di rimborso dell’abbonamento da parte di una famiglia per il disservizio subito, la risposta dell’azienda di trasporto SETA S.p.A. è arrivata nei giorni scorsi.

Nella lettera inviata alla famiglia, SETA dichiara di aver effettuato un rilievo di controllo nella mattinata del 30 settembre scorso, monitorando il passaggio di cinque corse della linea 510 e una della linea 540 in una stretta finestra temporale compresa tra le 7.20 e le 7.23. Secondo i rilevamenti dell’azienda, i posti complessivi sarebbero risultati sufficienti ad accogliere tutti i ragazzi alla fermata, registrando persino un «residuo complessivo di oltre 50 posti in piedi» (conformemente a quanto previsto dalle carte di circolazione dei veicoli) su due delle corse monitorate, mentre le altre tre riscontravano un carico completo.

“È assurdo sentirsi dire che va tutto bene solo perché sulla carta la capienza teorica non è stata superata” contesta la madre. “Un conto sono le tabelle di omologazione dei mezzi, un altro è la realtà quotidiana: ragazzi stipati l’uno sull’altro, vicini alle porte, che viaggiano in condizioni di evidente disagio. Considerare regolare una situazione del genere significa non conoscere la quotidianità dei nostri figli”

A rendere ancora più amara la vicenda per i genitori è il passaggio della risposta in cui SETA attribuisce parte del problema al comportamento degli studenti stessi. L’azienda nota infatti che le criticità “possono in qualche caso essere acuite da una distribuzione non omogenea degli studenti sui mezzi e da abitudini scorrette dei ragazzi, che tendono a sostare sui gradini della porta centrale anziché portarsi verso l’area libera del mezzo”.

Per questo motivo, durante i controlli è stato richiesto l’intervento di un verificatore per spiegare le “migliori pratiche” agli studenti presenti alla fermata. Allo stesso tempo, SETA riconosce l’aumento costante degli iscritti agli istituti superiori di Carpi, elemento che sta richiedendo un’impegnativa riorganizzazione delle risorse logistiche insieme all’Agenzia per la Mobilità di Modena. Tuttavia, l’azienda specifica che l’intera flotta – compresi i vettori sub-affidatari – è già impiegata al 100% negli orari di punta, rendendo quasi impossibile l’inserimento immediato di nuove corse straordinarie.

Nessun margine neppure sul fronte economico: SETA ha formalmente respinto la richiesta di rimborso dell’abbonamento, sottolineando che i mezzi sono regolarmente autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi senza pregiudizio per la sicurezza e che non sussistono i termini regolamentari per accogliere la domanda.

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp