Via Nuova Ponente tra sicurezza e compromessi: per connettere Migliarina e Correggio, Carpi deve osare di più

Traffico, velocità e una lunga sequenza di incidenti raccontano una strada dove la sicurezza di pedoni e ciclisti continua a essere sacrificata alla fluidità delle auto. Per Carpi è tempo di cambiare approccio e progettare una mobilità davvero connessa e protetta.

0
428

Via Nuova Ponente non è soltanto un’arteria stradale ma una delle vie più antiche del territorio carpigiano, tracciata fin dagli insediamenti romani. Oggi rappresenta uno snodo cruciale per la città, su cui gravitano i flussi diretti verso i poli scolastici, la pista d’atletica, l’area commerciale del Borgogioioso e la vasta zona industriale. Tuttavia, la cronaca degli ultimi anni restituisce un incessante quadro di una pericolosità sistemica che le rilevazioni ufficiali confermano: nei dati del settembre 2023, su circa 48mila veicoli transitati in soli cinque giorni, la metà oltrepassava regolarmente i limiti di velocità. A questo si aggiunge lo storico collo di bottiglia dell’Oratorio della Madonna Addolorata, che da anni limita la visibilità e restringe la carreggiata proprio nei pressi dei nuovi accessi commerciali.

Chi legge la cronaca rischia spesso di smarrire la continuità del pericolo se i fatti non vengono collocati nel tempo con precisione. La sequenza dei sinistri lungo via Nuova Ponente traccia infatti una vera e propria mappa del rischio. Temponews ha riportato i più significativi, e se ci si limita al periodo 2019-2026 il quadro che ne emerge è a dir poco inquietante: 12 luglio 2019 una donna di 54 anni venne travolta sulle strisce pedonali all’altezza del bocciodromo, decedendo il giorno seguente in ospedale. Il 24 settembre 2022 un ciclista ventiseienne fu investito da un’auto all’altezza di Radio Bruno e trasportato in gravi condizioni a Bologna, seguito il 28 ottobre 2022 dall’investimento di una signora nei pressi del campo di atletica e il 18 dicembre 2022 dalla brutta caduta di un minorenne in bicicletta, soccorso dall’elisoccorso. Il 21 luglio 2023 un’altra ciclista venne travolta nell’attraversamento del Borgogioioso e il 16 agosto 2024 un cinquantenne in bici fu urtato da un furgone sulle strisce. La scia di incidenti è proseguita il 19 settembre 2025 con l’investimento di una dodicenne in bicicletta, il 28 settembre 2025 con un sedicenne in moto travolto, fino all’8 ottobre 2025 quando una trentunenne è finita in Terapia Intensiva dopo essere stata travolta presso la pista di atletica. Il dramma ha toccato il punto più alto il 18 agosto 2026, quando l’ottantanovenne Ruggero Galli ha perso la vita investito, sulle strisce all’incrocio con via Baden Powell, da un giovane automobilista.

Di fronte a questo scenario, non si può sostenere che l’Amministrazione comunale sia rimasta del tutto immobile, ma le risposte messe in campo evidenziano un approccio che non sta funzionando adeguatamente. A seguito della mozione approvata all’unanimità in Consiglio Comunale il 19 ottobre 2023, la Giunta ha annunciato l’installazione di bande rumorose e di archetti metallici allo sbocco della pista ciclabile del Borgogioioso. Contestualmente sono stati scartati dossi rialzati o semafori a chiamata, motivando la decisione con la necessità di non ostacolare i mezzi di soccorso diretti alla pista d’atletica per l’elisoccorso e di evitare ingorghi di traffico. Tuttavia, collocare archetti sulla ciclabile significa rallentare e ostacolare chi si sposta in bicicletta anziché moderare l’impeto delle automobili. Gli interventi finora adottati finiscono per addossare la cautela all’utente debole, lasciando inalterata la velocità delle vetture che svoltano da via dell’industria o che scendono dal cavalcavia dell’A22 usando via Nuova Ponente come una corsia d’accelerazione verso la rotonda del Borgogioioso o verso la campagna.

L’esitazione carpigiana stride con la spinta propulsiva del vicino Comune di Correggio, dove la mobilità sostenibile viene affrontata con un’altra visione di rete.

Nell’incontro del 23 settembre 2026 sulla rete ciclabile provinciale, alla presenza dell’assessora regionale Irene Priolo, Correggio si è infatti offerta come capofila per sottoscrivere un protocollo d’intesa volto a trasformare il corridoio della ex ferrovia Carpi-Correggio-Bagnolo in una pista ciclabile continua e protetta di livello sovracomunale.

Per agganciarsi a questo sistema ed eliminare la pericolosità di via Nuova Ponente, Carpi deve mostrare il medesimo coraggio politico, intervenendo alla radice del problema.

La prima misura dovrebbe essere semplice: fare in modo che i flussi di auto seguano le direttrici per loro disegnate. Il primo “rubinetto” che si è tentato di chiudere è il sovrappasso dell’A22, dove un cartello di precedenza alternata e uno con il limite di velocità sono bellamente ignorati da centinaia di automobilisti ogni giorno. Una scelta coraggiosa sarebbe quella di rafforzare il concetto di precedenza alternata inserendo un vero senso unico alternato per le auto in modo da ricavare lo spazio necessario a prolungare in sicurezza la sede ciclabile protetta oltre la zona industriale.

Oltre il cavalcavia, la direttrice ciclabile incontra due snodi decisivi: Stradello Zuccoli, dove sorgeva una delle stazioni storiche della dismessa ferrovia Carpi-Correggio-Bagnolo, e poco più avanti Via del Pettirosso. Proseguire la ciclabile fino all’intersezione con Via del Pettirosso appare la soluzione più efficace dal punto di vista viabilistico, in quanto consente di intercettare l’intero flusso di traffico diretto verso via San Giacomo e via Guastalla. Attualmente, la frazione di Migliarina è letteralmente tagliata fuori da Carpi per chiunque voglia spostarsi su due ruote. Portare la ciclabile protetta a Via del Pettirosso restituirebbe dignità e sicurezza ai residenti di Migliarina, permettendo al contempo di connettersi ai percorsi che da Correggio si stanno estendendo e potenziando con le ciclabili verso Mandrio. Il piano per via Nuova Ponente richiede infine una scelta viabilistica netta e sistemica: il traffico veicolare di attraversamento deve essere gradualmente dirottato verso via dell’Industria e la Tangenziale, disincentivando le elevate velocità nei tratti di campagna attraverso l’installazione di dossi dissuasori e sensi alternati. Laddove invece il traffico non può essere deviato come nel delicato tratto urbano e commerciale davanti a Radio Bruno, occorre invertire radicalmente le priorità: non più sacrificare la mobilità dolce per fluidificare i veicoli, ma garantire a pedoni e ciclisti condizioni di sicurezza effettive con corsie dedicate e attraversamenti protetti. Solo così Carpi potrà smettere di rincorrere l’emergenza e iniziare davvero a costruire un territorio sicuro e connesso.

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp