Smog, stop diesel Euro 5, ‘le famiglie non sono un bancomat’

Prima di chiedere a chi lavora un sacrificio da migliaia di euro e nuovi debiti, il territorio deve domandarsi che cosa può fare per renderlo evitabile". Così la Cisl Emilia Centrale, raccogliendo le preoccupazioni sulle limitazioni ai diesel Euro 5, previste dall'1 ottobre. Ascolta le interviste

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Dal primo ottobre stop ai diesel euro 5 nelle città sopra i 100 mila abitanti. Il divieto di circolazione, previsto da una legge regionale ed in vigore dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, riguarderebbe circa 200 mila veicoli nella nostra regione. Oltre 50 mila nel modenese.

Ascolta le interviste ai cittadini…

Prima il biglietto dell’autobus, il rincaro dei rifiuti, il pieno di carburante che si mangia una bella fetta di stipendio. “Adesso anche un’auto da cambiare? La qualità dell’aria è decisiva, ma le famiglie non sono un bancomat. Prima di chiedere a chi lavora un sacrificio da migliaia di euro e nuovi debiti, il territorio deve domandarsi che cosa può fare per renderlo evitabile”. Così la Cisl Emilia Centrale, raccogliendo le preoccupazioni sulle limitazioni ai diesel Euro 5, previste dall’1 ottobre, “arrivate da tanti cittadini, non solo iscritti al sindacato”.

Ascolta l’intervista a Andrea Sirianni della Cisl Emilia Centrale…

La legge regionale 9 del 28 luglio 2026 ha fissato il blocco strutturale, dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì, fino al 31 marzo, nei centri abitati dei Comuni sopra i 100mila abitanti. Ma il quadro può allargarsi: sono possibili infatti adesioni volontarie di Comuni più piccoli, oltre alle misure emergenziali del Pair. “Anche per questo occorre fare chiarezza subito e aprire un confronto con le istituzioni territoriali. Lavoratori e famiglie devono sapere dove potranno circolare e con quali alternative. Non possiamo arrivare a ottobre con regole diverse da Comune a Comune”, puntualizza il sindacato. La Cisl chiede allora a Provincia, Comuni e imprese “un confronto. Serve un territorio che si muova insieme: deroghe coordinate, smart working dove possibile, piani di mobilità aziendale e collegamenti per i turnisti. Non possiamo arrivare a ottobre lasciando ogni famiglia sola a interpretare ordinanze e a cercare scappatoie”. E ancora: “Sulla carta è semplice dire a un lavoratore ‘usa il trasporto pubblico’, ma quel Tpl prima di tutto deve esserci e deve funzionare. È vero o no che abbiamo un Tpl calibrato sostanzialmente sugli studenti? O che è assai difficile, diciamo pure impossibile, per chi abita in periferia raggiungere Modena con tempi adeguati ai bisogni di chi lavora e di chi ha una famiglia da movimentare?”. Se la legge prevede misure compensative con riduzioni equivalenti delle emissioni, conclude la Cisl emiliana: “Non chiediamo di abbassare gli obiettivi ambientali. Chiediamo di usare le leve disponibili prima di presentare il conto alle famiglie”.

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