L’arte neuro-emozionale secondo Francesca Lugli

La mostra dell’artista carpigiana Francesca Lugli, Nella mia misura, sarà allestita all’interno di un capannone industriale in Strada Statale Romana Nord al civico 53/A. Il vernissage si terrà il 26 settembre alle ore 17.

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Contrazione, trasformazione ed espansione. Sono queste le tre parole chiave che hanno accompagnato la ricerca artistica di Francesca Lugli, artista carpigiana che affida a tre stanze altrettanti movimenti dell’anima. Tre passaggi interiori che prendono forma nello spazio, diventano materia, luce, esperienza. La mostra Nella mia misura, visitabile dal 26 settembre all’11 novembre (vernissage il 26 settembre alle ore 17), rappresenta un progetto inedito per la città. Allestita all’interno di un capannone industriale in Strada Statale Romana Nord 53/A, nasce con l’intento di superare il confine tradizionale dell’esposizione per trasformarsi in un’esperienza immersiva: un luogo da attraversare, abitare e riconoscere. Un nuovo modo di incontrare l’arte. Con questo progetto Francesca lancia una proposta e apre una riflessione sull’Arte Neuro-Emozionale, una ricerca che pone una domanda tanto affascinante quanto complessa: può l’arte visiva entrare in relazione concreta con la biologia della mente? Possono colore, forme e geometrie agire sulla percezione dell’osservatore, generando uno spazio di ascolto, equilibrio e possibile decompressione dallo stress? Sono interrogativi che l’artista ha portato avanti per anni, trasformandoli in un percorso personale e creativo. “Nella mia misura – racconta – nasce da un’urgenza: quella di trasformare l’esperienza interiore in uno spazio abitabile. Per molto tempo il segno è stato un gesto istintivo, viscerale. Un linguaggio arrivato prima della consapevolezza, nato dalla materia, dal nero, dalla densità del sentire. Poi è arrivato il silenzio. Un tempo lungo, durato vent’anni, in cui l’arte ha smesso di manifestarsi all’esterno, ma ha continuato a sedimentare dentro di me. Quel vuoto non è stato assenza: è stato trasformazione”. Il ritorno alla pittura è arrivato in un momento nuovo della sua vita, anche grazie a suo figlio. “Quando il gesto è tornato – prosegue – non cercava più sopravvivenza. Cercava ascolto. Da questo attraversamento nasce quella che definisco un’ipotesi di Arte Neuro-Emozionale. La mostra non deve essere interpretata: è un ritmo da attraversare, un invito a entrare in risonanza con ciò che si osserva, secondo il proprio vissuto e il proprio tempo interiore”. Il percorso espositivo racconta così una trasformazione: è la storia di Francesca, ma anche una possibilità offerta a chi guarda. Il segno cambia, evolve, si libera, seguendo il mutamento di un’interiorità che attraversa il caos, il dolore e infine la rinascita. Dalla prima stanza, quella delle radici, il visitatore sale progressivamente verso un processo di apertura e trasformazione. Gradino dopo gradino, il percorso conduce alla luce, fino agli Archi Luminosi, celebri opere ad acquerello dell’artista, dove il gesto pittorico sembra farsi spazio, respiro, movimento.

Un’esperienza che Francesca desidera condividere anche con il mondo della ricerca e della cura: psicologi, neurologi, insegnanti, docenti universitari e professionisti del benessere sono invitati a osservare e sperimentare il rapporto tra colore, forma e percezione emotiva. Una pittura, quella di Francesca Lugli, che non chiede soltanto di essere guardata, ma attraversata. Un linguaggio che aspira a mettersi “al servizio del benessere visivo e biologico dell’osservatore”, offrendo a ciascuno la possibilità di ritrovare, senza giudizio, la propria misura interiore.

Jessica Bianchi

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