Fondazione CR Carpi: un mandato da 40 milioni di utili per il futuro del territorio

Il patrimonio netto della Fondazione ha raggiunto quota 308.044.565 euro, con un incremento di 20,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, quando si attestava a 287,1 milioni. Salgono a 19,6 milioni i fondi per le attività di istituto (+92%).

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I dati relativi al mandato 2022-2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi emersi dal consuntivo di fine periodo delineano un ente solido, capace di incrementare la propria consistenza patrimoniale e, di riflesso, le risorse da destinare al welfare, alla cultura e al tessuto associazionistico del territorio.

L’avanzo d’esercizio del 2025 si è attestato a 16,16 milioni di euro, registrando un incremento del +24,3% rispetto all’anno precedente, in concomitanza con le variazioni dei mercati finanziari e ad alcune componenti straordinarie di gestione.

La progressione degli avanzi d’esercizio nel quadriennio mostra un passaggio dai 5,2 milioni di euro del 2022 ai 6,2 milioni del 2023, fino ai 13 milioni del 2024 e ai 16,16 milioni del 2025. L’avanzo complessivo accumulato nel corso del mandato è pari a circa 40,7 milioni di euro, con una media annua di oltre 10 milioni. A spingere i ricavi dell’ultimo biennio hanno contribuito in modo determinante le importanti plusvalenze finanziarie tra cui spiccano i dividendi e i proventi da partecipazioni (pari a 9,6 milioni nel 2025) e le plusvalenze legate a Intesa Sanpaolo (3,6 milioni nel 2024 e 5,0 milioni nel 2025).

Sul fronte della gestione contabile interna, a fronte dell’incremento dei ricavi, si registra un aumento degli oneri ordinari, che al 31 dicembre 2025 si attestano a 2,67 milioni di euro (rispetto a 1,97 milioni del 2022). Questa dinamica è in gran parte riconducibile alle quote di ammortamento e ai costi di gestione legati alle opere infrastrutturali completate o avviate, riconducibili nello specifico al Polo Universitario e al Parco Santa Croce.

Il patrimonio netto della Fondazione ha raggiunto quota 308.044.565 euro, con un incremento di 20,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, quando si attestava a 287,1 milioni.

Nell’attivo, il totale di bilancio è salito a 336,2 milioni di euro dai 309 milioni del 2021. Le immobilizzazioni finanziarie sono passate da 177,9 a 248,1 milioni di euro, riflettendo una ricollocazione degli investimenti verso i titoli di debito, passati da 21,9 a 132,2 milioni. La voce relativa alle immobilizzazioni materiali e immateriali — in cui si riflette il valore patrimoniale dei progetti territoriali come il Polo Universitario e il Parco Santa Croce — è passata da 23,2 milioni a 36,3 milioni di euro a fine periodo.

Da segnalare anche l’importante operazione di protezione del portafoglio: la Fondazione ha proseguito con decisione la ricostituzione delle riserve a copertura delle svalutazioni storiche subite su Banco BPM e Fondo Atlante, portando gli accantonamenti rispettivamente all’45,1% e al 96,4% del valore originario.

La solidità finanziaria non resta un dato astratto sui registri contabili, ma si traduce direttamente in capacità di intervento sul territorio. L’ammontare dei Fondi per attività di istituto a fine mandato ha toccato i 19,6 milioni di euro, mettendo a segno un imponente +92% rispetto ai 10,2 milioni di inizio periodo.

La destinazione dell’ultimo avanzo d’esercizio conferma questa vocazione: oltre alle riserve obbligatorie e al fondo per il volontariato, ben 6,59 milioni di euro sono stati stanziati direttamente ai fondi erogazioni per i settori rilevanti della comunità. S.G.

 

 

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