Home Arte, Storia, Cultura, spettacolo e musica L’anima della terra emiliana nel nuovo film di Davide Bulgarelli

L’anima della terra emiliana nel nuovo film di Davide Bulgarelli

Tra i filari della memoria, là dove la nebbia della Bassa emiliana sembra custodire storie mai del tutto raccontate, il cinema torna a interrogare il passato e le sue tracce invisibili. Giovedì 21 maggio, alle ore 18.15, il Teatro delle Passioni di Modena ospiterà la prima nazionale de La manutenzione del ricordo (Italia, 2026), il nuovo film del regista carpigiano Davide Bulgarelli. L’ingresso è gratuito.

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Tra i filari della memoria, là dove la nebbia della Bassa emiliana sembra custodire storie mai del tutto raccontate, il cinema torna a interrogare il passato e le sue tracce invisibili. Giovedì 21 maggio, alle ore 18.15, il Teatro delle Passioni di Modena ospiterà la prima nazionale de La manutenzione del ricordo (Italia, 2026), il nuovo film del regista carpigiano Davide Bulgarelli. L’ingresso è gratuito. L’evento si annuncia come un momento di riflessione culturale oltre che cinematografica, grazie alla presenza di figure di primo piano del panorama artistico e intellettuale emiliano: Elena Di Gioia, direttrice artistica di Emilia Romagna Teatro Fondazione, il presidente di Ert Giuliano Barbolini, il Direttore scientifico del Festival Filosofia Daniele Francesconi, il Presidente UTE Carlo Alberto Sitta e lo stesso Bulgarelli dialogheranno con il pubblico attorno ai temi del film: il paesaggio, la memoria, l’identità della provincia emiliana. Prodotto da UTE, La manutenzione del ricordo si muove in quel territorio sottile dove il reale incontra il visionario. Attraverso lo sguardo di una bambina, il film attraversa una terra che pare sospesa: case diroccate, argini silenziosi, boschi, strade dimenticate.

La protagonista cerca le tracce di una nonna conosciuta soltanto attraverso una fotografia, inseguendo indizi disseminati in una Bassa che sembra parlare ancora attraverso le sue rovine. Nel corso del viaggio emergono echi letterari e poetici che rimandano ad alcuni grandi interpreti dell’immaginario emiliano: Gianni Celati, Antonio Delfini, Tonino Guerra, Ermanno Cavazzoni e Cesare Zavattini. Suggestioni che non diventano semplice citazione, ma materia viva di un racconto in cui il paesaggio conserva la memoria degli uomini e delle loro assenze. Il carpigano Davide Bulgarelli costruisce così un cinema della persistenza: le “strane voci” che restano registrate sul cellulare della bambina, una volta tornata alla vita urbana, diventano il simbolo di un passato che continua a reclamare ascolto. La storia della Bassa, sembra suggerire il film, non finisce mai davvero; continua a riaffiorare nei luoghi, nelle parole perdute, nelle ombre. Nel corso della serata sarà proiettato anche Ultime tracce emotive (Italia, 2023), precedente lavoro di Bulgarelli, ulteriore tassello di una ricerca cinematografica che intreccia memoria collettiva, territorio e dimensione interiore.

J.B.