L’Emilia-Romagna è la regione d’Italia più amica delle mamme

L’Emilia-Romagna è al primo posto nella graduatoria nazionale delle regioni più “mother friendly”, inserita nel Rapporto Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026, voluto da Save the Children in collaborazione con l’Istat. Un risultato che arriva mentre gli occhi internazionali si posano su Reggio Emilia, dove la principessa del Galles, Kate Middleton, visiterà Reggio Children, realtà simbolo di un approccio educativo riconosciuto a livello globale.

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La più amica delle mamme. L’Emilia-Romagna figura al primo posto nella graduatoria nazionale delle regioni più “mother friendly”, inserita nel Rapporto Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026, voluto da Save the Children in collaborazione con l’Istat. Un risultato che arriva mentre gli occhi internazionali si posano su Reggio Emilia, dove la principessa del Galles, Kate Middleton, visiterà Reggio Children, realtà simbolo di un approccio educativo riconosciuto a livello globale.

“E’ un riconoscimento che ci rende orgogliosi – affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora al Welfare, Isabella Conti – e che rende merito anche al lavoro che quotidianamente svolgono le sindache e i sindaci, le operatrici e gli operatori del sistema di welfare e delle reti sociali che rendono forte e solidale l’Emilia-Romagna. Il frutto di un lavoro profondo, condiviso e coerente nel tempo. Ma un riconoscimento dietro al quale non intendiamo nascondere le difficoltà cui serve dare risposta in una società che cambia così velocemente, di fronte a costi della vita che aumentano, spazi di comunità che si restringono, divisioni ed egoismi che paiono difficili da contrastare, favorite, per assurdo, da uno sviluppo digitale che, al contrario, dovrebbe essere al servizio delle persone. Anche per questo – proseguono – in questi anni abbiamo rafforzato con decisione i servizi educativi per la prima infanzia, abbattendo le rette dei nidi, ampliando l’offerta e garantendo un accesso sempre più equo e inclusivo. Solo nell’ultimo anno abbiamo destinato quasi 45 milioni di euro per permettere a sempre più bambine e bambini di accedere ai servizi 0-3 anni. Siamo animati da una profonda convinzione: che le politiche pubbliche debbano partire dalle persone e dai momenti più delicati. Per questo abbiamo rafforzato un welfare di prossimità ampliando i servizi rivolti alle fasi più delicate della vita familiare, dai primi mille giorni fino all’adolescenza per intercettare i bisogni prima che diventino fragilità, creando reti solide tra servizi, scuole, comunità e Terzo settore. Nessuna famiglia deve sentirsi sola. Infine, in Emilia-Romagna si registra un tasso di occupazione femminile fra i più alti nel Paese, sebbene vada fatto di più per colmare il divario con quello maschile, compresa l’inaccettabile differenza retributiva a danno delle donne. Ma qui, dove le donne lavorano di più, vogliamo dimostrare nei fatti che occupazione e maternità non devono essere una scelta in contrapposizione. Oggi troppe donne continuano a vivere la maternità come una corsa a ostacoli: tra lavoro precario, servizi insufficienti, carico familiare squilibrato e paura di dover rinunciare a qualcosa di sé. È da qui che nasce il nostro impegno: costruire condizioni concrete di libertà, perché avere un figlio non significhi diventare più fragili. Difendere la maternità, sostenere i padri e le madri, investire nell’infanzia significa scegliere che tipo di società vogliamo essere. Una società – chiudono presidente e assessora – dove nessuno debba scegliere tra lavoro e figli, tra autonomia e cura, tra futuro e presente. È questa l’idea di Emilia-Romagna che vogliamo continuare a costruire”.

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