G.I.A. Rovereto: “Più siamo, più i sogni dei nostri ragazzi diventano realtà”

Simone Prandi, neopresidente dell’associazione G.I.A. - Genitori In Azione che dal 2016 sostiene la scuola e i giovani di Rovereto sulla Secchia. “Non serve essere genitori per aiutarci: basta avere a cuore il futuro della comunità”.

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A Rovereto c’è una voglia di fare comunità che parte dai più piccoli per arrivare a coinvolgere l’intero paese, tramite l’associazione G.I.A. (Genitori In Azione), che ha recentemente rinnovato il proprio direttivo, ci raccontano il passato, il presente e il futuro di questa realtà fondamentale per il territorio.

L’associazione ha una storia consolidata a Rovereto. Quando è nata e come descriverebbe l’impatto che ha avuto sulla comunità in questi anni?

“G.I.A. è nata nel 2016. L’ispirazione arrivò da un discorso del Professor Genziani, counselor dell’Istituto Comprensivo R. Gasparini”ì. Alcuni genitori decisero di seguire l’esempio di altri paesi e creare un comitato per progettare attività e raccogliere fondi destinati ai ragazzi. In questi anni abbiamo contribuito a tantissimi sorrisi, ma anche a cose concrete: abbiamo donato strumentazioni tecnologiche come computer alla scuola e sovvenzionato corsi di inglese, psicomotricità e interventi di supporto psicologico nelle classi. Oggi il nuovo direttivo, composto da Simone Prandi, Elena Bisi, Rita Montariello, Miriam Bronzatti e Riccardo Solieri, vuole continuare su questa strada, portando però nuove energie e coinvolgendo quante più persone possibile. Viviamo vite frenetiche, è innegabile, ma con un contributo minimo da parte di tutti si può fare qualcosa di enorme. Vogliamo trasmettere ai giovani i valori della condivisione e della positività, gli stessi che ci hanno permesso di rialzarci dopo il terremoto. È una questione di identità del paese”.

Bisogna per forza essere genitori per far parte di G.I.A.?

“Lo statuto parla di genitori, ma con il calo demografico attuale dico chiaramente: tutti sono i benvenuti! L’invito è aperto a chiunque abbia voglia, dai nonni ai giovani, da chi vuole rispettare le tradizioni a chi porta idee innovative. Fare volontariato è anche un modo per conoscere persone nuove e divertirsi facendo del bene”.

Molti temono che il volontariato richieda troppo tempo. Come pensate di rassicurarli? “Organizziamo circa 3-4 eventi l’anno. Se siamo in tanti, l’impegno è minimo. Mi piace usare un esempio pratico: se una persona deve spostare 30 sedie da sola, farà molta fatica e ci metterà tanto tempo; se 30 persone spostano una sedia a testa, ci vorranno pochi minuti. Ci si può accordare sui compiti, partecipare alle riunioni anche online… basta un piccolo ritaglio di tempo che non gravi sugli impegni quotidiani”.

Qual è il primo obiettivo concreto del nuovo direttivo?

“Farci scoprire dai nuovi genitori. Dopo il Covid le abitudini sono cambiate, siamo diventati più spettatori che attori. Vogliamo tornare a fare comunità. Abbiamo appena concluso con successo la Caccia alle uova per i bimbi del nido e materna, ed è stato bellissimo vedere così tanti visi felici. I prossimi appuntamenti saranno il Rovere, la gara canora per i ragazzi delle medie, e lo Student party di fine anno. In cantiere abbiamo anche colazioni a scuola, giochi di squadra tra famiglie e pic-nic al centro Multiverso”.

Cosa direste a un cittadino di Rovereto che non vi conosce per convincerlo a partecipare?

“Rovereto ha lottato tanto per risorgere dal sisma. Molte famiglie sono tornate, nuove coppie giovani si stanno stabilendo qui. Ora è il momento di dedicare tempo ai nostri giovani per condividere momenti di convivialità. Ogni piccolo aiuto è fondamentale per il beneficio di tutti. Avanti così, tutti insieme”.

CONTATTI – Chi volesse dare una mano o proporre nuove idee può contattare l’associazione tramite le pagine social ufficiali o via mail a: gia.associazione@gmail.com

Chiara Sorrentino

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