Terminati i lavori nell’ex Casa delle Suorine, darà un tetto a chi l’ha perso

Si chiamerà Housing First - Centro di Ospitalità Temporanea per persone fragili senza fissa dimora, l’immobile di proprietà dell’Asp Terre d’argine in via Guido Molinari.

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Si chiamerà Housing First – Centro di Ospitalità Temporanea per persone fragili senza fissa dimora, l’immobile di proprietà dell’Asp Terre d’argine di via Guido Molinari, conosciuto in città come l’ex Casa delle Suorine. I lavori di riqualificazione eseguiti dalla ditta La Concordia Costruzioni srl di Mirandola grazie ai fondi del Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dell’Asp sono terminati, così come la fase di arredo.

“All’interno dell’edificio  – spiega Alessandra Cavazzoni, direttore di ASP Terre d’Argine – verranno ricavati 8 piccoli appartamenti a ingresso autonomo, composti di bagno, angolo cottura e camera da letto, di cui 2 a piano terra (1 è a misura di disabile) pensati per ospitare in via temporanea adulti e nuclei in estrema emergenza abitativa. Persone che potranno contare anche sulla presenza di un nostro educatore, già operante all’interno del Centro di ospitalità per adulti casa ex Carretti di Carpi. L’obiettivo, oltre a garantire l’accoglienza e offrire un tetto a chi l’ha perso, è quello di fornire agli ospiti gli strumenti necessari, laddove possibile, per rafforzarsi e rimettersi in piedi per intraprendere un percorso di vita autonomo”. Al momento si stanno completando le ultime finiture con l’obiettivo di inaugurare la nuova struttura nel mese di marzo”.

Un nuovo servizio alla persona, aggiunge l’amministratore unico di Asp, Cinzia Caruso, “di cui siamo davvero orgogliosi e soddisfatti. Il centro sarà gestito da Asp in convenzione con l’Unione delle terre d’argine, pertanto lavoreremo in stretta sinergia con i Servizi Sociali per rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini dei quattro comuni”.

Una struttura che si rivelerà di certo indispensabile a fronte del generale e progressivo impoverimento a cui anche la nostra città sta assistendo e a fronte di un mercato dell’affitto a dir poco stagnante.

Un fenomeno, quello dell’emergenza abitativa, che non conosce battute d’arresto e che impone ai nostri amministratori un serio ripensamento – e una riconversione – del patrimonio immobiliare pubblico.

Jessica Bianchi

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