Restano stabili gli abbandono di rifiuti, le proposte di Legambiente Terre d’Argine per arginare il fenomeno

“Non siamo di fronte a vere e proprie discariche illegali di materiali, ma se non efficacemente contrastato, questo fenomeno può dare luogo a forme di degrado ambientale. E' questo il caso della zona autotrasportatori, la cui situazione abbiamo segnalato già nel 2023, indicandone la soluzione in una area di servizio appositamente pensata per i conducenti e i loro automezzi, oggi non più rinviabile” spiega Mario Poltronieri, presidente di Legambiente Terre d'Argine.

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Il bilancio dell’attività dei gruppi di plogging organizzati da Legambiente Terre d’Argine, mostra che non ci sono state sostanziali variazioni nei quantitativi di rifiuti abbandonati, raccolti nel corso del 2025, rispetto all’anno precedente: siamo sempre intorno ai 135 quintali di indifferenziato e ai circa 5.000 pezzi di vetro. Permane anche la cattiva abitudine di abbandonare, soprattutto in campagna, rifiuti ingombranti che possono essere ritirati gratuitamente da Aimag a domicilio e non cala nemmeno la presenza di rottami di demolizioni o di piccoli lavori edili, con il probabile intento di sfuggire ad ogni controllo. E c’è anche una novità: l’abitudine di certi cittadini e di certe imprese, soprattutto commerciali, di soffiare foglie e rifiuti dai loro spazi in mezzo alla strada. “Non siamo di fronte a vere e proprie discariche illegali di materiali, ma se non efficacemente contrastato, questo fenomeno può dare luogo a forme di degrado ambientale. E’ questo il caso della zona autotrasportatori, la cui situazione abbiamo segnalato già nel 2023, indicandone la soluzione in una area di servizio appositamente pensata per i conducenti e i loro automezzi, oggi non più rinviabile” spiega Mario Poltronieri, presidente di Legambiente Terre d’Argine. Contrastare l’abbandono dei rifiuti non può essere fatto a spot, ma richiede un approccio integrato:

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO PUNTUALE ED EFFICIENTE E TARIFFE EQUE

“Contrariamente alla narrazione ancora diffusa – prosegue Poltronieri – i dati e gli studi dimostrano, come l’introduzione della raccolta porta a porta, anche integrale e della tariffa puntuale non abbia determinato un aumento strutturale dell’abbandono dei rifiuti. L’esperienza di Modena, con  il ritorno al passato dei cassonetti stradali, dimostra invece il contrario e in più non diminuisce la produzione di rifiuto indifferenziato, peggiora la qualità di quello differenziato e non premia i comportamenti virtuosi”.

CONTROLLI INTELLIGENTI

“Nelle esperienze concrete di contrasto, negli ultimi anni, è cresciuto l’uso di strumenti tecnologici. Fototrappole, telecamere mobili, droni e sistemi di mappatura del rischio permettono oggi di concentrare i controlli nei punti più critici, aumentando l’efficacia dell’azione pubblica. Le esperienze di diverse amministrazioni dimostrano come la tecnologia, se integrata con il lavoro della polizia locale e degli ispettori ambientali (guardie ecologiche) consenta , non solo di sanzionare in responsabili, ma anche ridurre i costi di bonifica che altrimenti ricadrebbero sull’intera comunità. Purtroppo, non possiamo non rilevare, come nelle Terre D’Argine, il ricorso agli strumenti tecnologici sia largamente insufficiente e l’organico della Polizia Locale sia sottodimensionato di 30 unità, elementi entrambi che rendono il contrasto agli abbandoni solo parzialmente efficace, perchè, nonostante le sanzioni oggi siano più severe (anche penali), senza un presidio costante del territorio, esse rischiano di arrivare troppo tardi o di colpire solo una parte marginale del fenomeno”, aggiunge Poltronieri

COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI

“Accanto ai controlli, bisogna operare sul versante della prevenzione, attraverso campagne informative mirate, iniziative straordinarie per il conferimento degli ingombranti e politiche del riuso, come sistemi di deposito cauzionale per i contenitori di bevande, tutti strumenti fondamentali per ridurre il fenomeno alla radice. L’apporto dei gruppi di plogging e anche di molti singoli cittadini che si prendono cura del loro territorio è certamente importante, ed è pure in crescita non solo perchè è un buon esempio di coesione sociale, di senso di appartenenza a una comunità, in opposizione all’aumentare dell’individualismo, del menefreghismo e della maleducazione, ma non è sufficiente a contrastare l’abbandono dei rifiuti, se non si mettono in atto strategie e politiche efficaci, come abbiamo indicato” conclude Poltronieri.

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