Il 25 marzo 1944 Elena Colombo, dieci anni appena, è arrestata a Torino dalle SS. È sola: i genitori erano stati già deportati a dicembre. Nessuno di loro è tornato da Auschwitz.
Molti anni dopo, Fabrizio Rondolino riceve un’e-mail dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino: stanno preparando la posa di alcune pietre d’inciampo e hanno ritrovato, tra le carte della Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei, una lettera scritta nel maggio 1946 da sua nonna, Marcella Colombo. È una richiesta di aiuto per avere informazioni sulla sorte di suo fratello Sandro, di sua moglie Wanda e della loro figlia Elena. “Della bambina nessuna notizia mai” scrive Marcella.
Rondolino parte da qui per ricostruire la breve vita di Elena, cugina prima di suo padre, l’unica bambina ebrea italiana che – come ha appreso durante le indagini – ha affrontato da sola l’arresto, la detenzione e la deportazione.
Transitata dal Campo di Fossoli prima del trasferimento ad Auschwitz, la tragica storia di Elena è ricostruita nelle pagine de Elena. Storia di Elena Colombo, una bambina sola nella Shoah (Giuntina), che sarà presentato giovedì 22 gennaio, alle ore 21, presso l’Auditorium della Biblioteca Loria (in via Rodolfo Pio n°1), nell’ambito delle iniziative promosse dalla Fondazione Fossoli per il Giorno della Memoria. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.
A dialogare con l’autore, il giornalista Pierluigi Senatore: l’appuntamento è anche inserito nella rassegna Ne vale la pena.
























