Saranno le pagine di Ada Gobetti le protagoniste, domenica 2 febbraio, del terzo appuntamento della rassegna Al Museo con i Classici, promossa dalla Fondazione Fossoli. Alle 17, presso la Sala dei Nomi del Museo Monumento al Deportato di Carpi, Simone Maretti leggerà e racconterà Diario Partigiano. L’ingresso è gratuito, ma i posti limitati: per questo si consiglia di prenotarsi sul sito www.fondazionefossoli.org.
Renato Serra amava dichiarare di sentirsi – e di voler essere – un dilettante della letteratura: poiché solo uno sguardo minimamente distaccato gli avrebbe consentito di esprimere, in relazione ai testi d’autore di volta in volta presi in esame, un giudizio lucido e allo stesso tempo appassionato, ispirato, capace di sfiorare il senso profondo delle parole.
In modo del tutto analogo, il ‘Diario partigiano’ di Ada Gobetti si discosta dalla classica categoria dei resoconti di guerra: giacché a parlare – lo si percepisce in ogni riga – non è soltanto la partigiana che organizza, tiene contatti, si sottopone a fatiche fisiche immani, ma anche, e soprattutto, la donna, la madre, la moglie. Tanto che la lotta di liberazione perde un po’ della propria aura mitica per riacquistare, in compenso, quel carattere di umanità, immediatezza, quotidianità e dolcezza che da testi analoghi – pur di grande valore – sembrava essere stato bandito.
Ada Prospero (Torino 1902 – 1968) sposò nel 1923 Piero Gobetti, nel periodo più intenso dell’attività antifascista del marito, che morì tre anni dopo. Insegnante d’inglese, traduttrice, autrice di libri per la scuola, Ada fu tra i cospiratori di Giustizia e Libertà e partecipò alla formazione del Partito d’Azione clandestino.