Decreto Autovelox: ecco cosa prevedono le nuove regole

Gli autovelox fissi sul territorio del Comune di Carpi sono stati autorizzati al momento dell’installazione dalla Prefettura di Modena mentre i velox mobili sono stati installati nei punti della città in cui si verificavano più spesso incidenti e il superamento dei limiti di velocità. Alla luce delle novità presenti nel decreto si procederà a un’ulteriore verifica.

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Addio agli autovelox che spuntano a sorpresa dietro una curva o sulle strade cittadine dove il limite è inferiore ai 50 km all’ora.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio, è entrato in vigore il decreto che disciplina le modalità di collocazione e uso degli autovelox: dalla Val d’Aosta alla Sicilia mette ordine sulle modalità di posizionamento dei velox, anche su quelli mobili. Viene fissata per la prima volta la distanza minima che deve intercorrere tra un dispositivo e l’altro. Non si potranno utilizzare dove esiste un limite di velocità eccessivamente ridotto: inferiore a 50 Km, nelle strade urbane. Per gli autovelox già installati alla data del 28 maggio e non conformi alle prescrizioni del decreto, ci saranno dodici mesi di tempo per l’adeguamento alle disposizioni normative. Decorso il termine, saranno disinstallati.

Gli autovelox fissi sul territorio del Comune di Carpi sono stati autorizzati al momento dell’installazione dalla Prefettura di Modena mentre i velox mobili sono stati installati nei punti della città in cui si verificavano più spesso incidenti e il superamento dei limiti di velocità. Alla luce delle novità presenti nel decreto si procederà a un’ulteriore verifica.

Il decreto è stato accolto positivamente dalla Presidente Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini perché “consente allo strumento dell’autovelox di adempiere effettivamente alla sua funzione di prevenzione degli incidenti. Il fatto che debba esserci sempre l’autorizzazione del Prefetto per l’installazione degli autovelox e il fatto che si debbano seguire determinate regole, tutela colui che viaggia sulla strada e consente allo strumento di adempiere alla sua funzione di prevenzione. Devono essere segnalati in modo corretto, devono avere unna determinata distanza l’uno dall’altro e devono essere posizionati in zone dove ci sonno stati incidenti con risvolti molto pesanti.

Rimane irrisolto il nodo dell’omologazione ma deve essere chiarito perché la recente ordinanza 10505/2024 della Corte di Cassazione pone gli automobilisti nella condizione di poter fare ricorso nel caso in cui l’autovelox non sia omologato secondo le prescrizioni della normativa vigente. Intanto siamo soddisfatti di quello che è stato fatto fino a qui

Sara Gelli