Aggredita da due cani mentre passeggia: “ho pensato di soccombere”

“Sono stata aggredita selvaggiamente da due cani non custoditi e scappati dal cortile di una casa. Mi si sono avventati addosso come furie mentre camminavo, facendomi cadere. Scaraventata a terra mi schermavo il volto con le braccia ma sono stata morsa a un polpaccio, alle braccia e a una mano. Sono stati minuti interminabili di puro terrore”. A una settimana di distanza dall’aggressione, avvenuta nelle campagne di San Marino, questa nostra concittadina è ancora visibilmente scossa.

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“Sono stata aggredita selvaggiamente da due cani non custoditi e scappati dal cortile di una casa. Mi si sono avventati addosso come furie mentre camminavo, facendomi cadere. Scaraventata a terra mi schermavo il volto con le braccia ma sono stata morsa a un polpaccio, alle braccia e a una mano. Sono stati minuti interminabili di puro terrore: prima che me li strappassero di dosso ho pensato di soccombere”. A una settimana di distanza dall’aggressione, avvenuta nelle campagne di San Marino, questa nostra concittadina è ancora visibilmente scossa dall’accaduto. “Dopo le cure ricevute al Pronto soccorso – prosegue – ho sporto denuncia perché quei cani in passato avevano già morso anche un’altra persona ma quel che più mi ferisce, mi indigna e mi preoccupa è un malcostume sempre più diffuso nel nostro territorio, ovvero la leggerezza e la maleducazione di numerosi padroni di cani”.

Cani che, sempre più frequentemente, vengono lasciati liberi di scorrazzare negli spazi pubblici, dai parchi agli argini, in barba a ogni regola. Cani che passeggiano insieme ai loro padroni sulle ciclabili con i guinzagli tenuti talmente lunghi da obbligare spesso i ciclisti a fermarsi per consentirne il passaggio ed evitare spiacevoli sorprese. “Non fa niente, è buono” si giustificano i loro padroni spesso con protervia ma i cani sono animali e in quanto tali le loro reazioni possono essere improvvise e difficilmente controllabili. Laddove il buon senso non arriva vi sono comunque le leggi e quelle occorre rispettarle. Senza se e senza ma. Il Regolamento di Polizia Locale delle terre d’Argine è chiaro: “durante la conduzione dei cani nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico i conduttori dovranno: utilizzare il guinzaglio a una misura non superiore a mt. 1,50; portare al seguito una museruola rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone e/o animali e/o a richiesta dell’autorità di vigilanza…”. La sola eccezione è rappresentata dagli sgambatoi, unici luoghi, opportunamente recintati, nei quali è “consentita la circolazione senza guinzaglio”.

E’ inoltre vietato “lasciar vagare gli animali su aree pubbliche, ad uso pubblico o private ad uso pubblico” e gli animalicustoditi all’interno di proprietà private, devono essere posti in condizioni tali da non aggredire fisicamente i passanti, sulla pubblica via, o su proprietà privata ad uso pubblico, impedendo loro, ad esempio, di sporgersi oltre la recinzione, siepe…”. 

Il numero di cani in città è letteralmente schizzato alle stelle, basta fare una passeggiata per rendersi conto di quanti ve ne siano. Per garantire la giusta convivenza occorre che i loro proprietari – tutti – imparino a gestirli nel modo corretto e nel rispetto della legge, affinché non rappresentino un pericolo per l’incolumità altrui. 

Jessica Bianchi