Panchine come rampe: danneggiate quelle del Parco della Cappuccina

Tutti d’accordo sul fatto che gli arredi urbani non debbano essere danneggiati ma la segnalazione è occasione per una riflessione che alla nostra città tocca fare.

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Panchine del nuovo Parco della Cappuccina prima e dopo il passaggio degli skateboardisti

Tutti d’accordo sul fatto che gli arredi urbani non debbano essere danneggiati ma la segnalazione è occasione per una riflessione che alla nostra città tocca fare. E’ stato un lettore a notare che le grosse e bianche panchine del Parco della Cappuccina accanto al cimitero sono state usate da uno skateboardista come rampa di lancio per i salti ed è stata fatta segnalazione ai vigli urbani perché, a furia di impattare con le rotelle, si sono anneriti e sbriciolati gli angoli rovinando la seduta: il rischio minore è quello di sporcarsi gli indumenti, ma a chi ha le gambe nude potrebbe andar peggio. Il fatto è che sono passati solo cinque mesi dall’inaugurazione e già c’è da fare i conti con un uso improprio delle grosse e bianche panchine. Qualcuno ha visto gli appassionati di skateboard? Nei mesi estivi con il gran caldo la distesa assolata del nuovo Parco della Cappuccina non poteva garantire ombra e refrigerio: la si attraversava in gran fretta lungo il camminamento bianco ed è stata fruita per lo più nelle ore serali grazie ad alcune iniziative. Gli skateboardisti sono stati tra i pochi frequentatori e hanno avuto campo libero. Ricordiamo loro che esiste in via Sigonio a Carpi uno Skate Park e nel Parco della Resistenza, di fronte al Cimitero, ci sono rampe per i salti anche se prive qualsiasi dispositivo di sicurezza: tanti ragazzini hanno trascorso lì i loro pomeriggi quest’estate per divertirsi insieme, trovando una valida alternativa ai pomeriggi in casa, in solitudine, davanti al cellulare o al computer. Le famiglie di tanti adolescenti sono impegnate alla ricerca di alternative che riportino i loro figli a giocare insieme all’aperto instaurando sane relazioni non mediate da cellulari e ipad. Si tratta di adolescenti che muovono i primi passi in autonomia in un contesto cittadino non facile e non trovano un luogo adatto per loro che non salgono più sulle giostrine dei bimbi e rischiano di annoiarsi facendo le vasche in piazza. Basterebbe un circuito da percorrere in bici e una rampa in sicurezza per chi vuole fare skateboard, spazi anche per loro, facilmente raggiungibili, senza grandi investimenti. La città non si deve rassegnare a recludere i giovanissimi in casa e la loro presenza ‘alla luce del sole’ migliorerà la qualità del contesto cittadino in cui, è innegabile, ci sono coetanei che imbrattano muri e danneggiano panchine, quando va bene.

Sara Gelli