Tre amici pescano nel Po un siluro di 2,67 metri

I carpigiani Thomas Reggiani e Federico Leporati e il bastigliese Giacomo Bergamini hanno pescato un gigante: “dopo 20 interminabili minuti, con le braccia spezzate, abbiamo finalmente avuto tra le mani un pesce siluro di 2,67 metri”.

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Da sinistra Giacomo Bergamini, Federico Leporati e Thomas Reggiani

Mettete tre amici uniti da una comune passione, la pesca, la bellezza del Grande Fiume, il silenzio della Natura e… l’avventura ha tutte le carte in regola per diventare davvero speciale. I carpigiani Thomas Reggiani e Federico Leporati e il bastigliese Giacomo Bergamini si sono conosciuti alcuni anni fa sulle sponde del Panaro, durante una sessione di pesca, e da allora non appena hanno un poco di tempo libero si dedicano al loro sport preferito.

Sabato 17 giugno i tre sono partiti dal River Passion di Boretto e, una volta salpati, hanno navigato a lungo alla ricerca del punto perfetto. “A quel punto – raccontano – abbiamo scaricato l’attrezzatura dalla barca e, dopo aver montato il campo base, nel primo pomeriggio siamo usciti in gommone per sondare il fondale e calare le nostre esche”. La pesca, si sa, è fatta di attesa e pazienza ma la prima notte non porta alcun risultato tanto da spingere i tre amici a scegliere un altro punto del fiume: “nel pomeriggio di domenica – proseguono – una volta posizionate le canne ci siamo goduti un bellissimo tramonto e la nostra reciproca compagnia. Fino alle 3.30 di notte non abbiamo sentiamo nulla poi, all’improvviso, la canna ha iniziato a prender vita…”. Dopo mezzora il segnalatore pareva impazzito e il combattimento ha avuto inizio: “siamo saliti sul gommone e abbiamo iniziato un bellissimo e faticoso duello ma il pesce era troppo forte e siamo stati obbligati a fermarci su una spiaggiata e tirare da riva. Dopo 20 interminabili minuti, con le braccia spezzate, abbiamo finalmente avuto tra le mani il gigante: un pesce siluro di 2,67 metri”.

Dopo le misurazioni e le foto di rito, l’esemplare, tenuto sempre bagnato per evitare di farlo andare in sofferenza, è stato poi restituito alle profondità del Po. “La pesca – concludono Thomas, Federico e Giacomo – è però molto più di una cattura: è fatta di condivisione, di rispetto per la natura e di amicizia”.

Jessica Bianchi