Campogalliano, in via Giglio sorgerà un allevamento da 4.800 bovini da carne

Nuova vita per l’ex allevamento Giglio di Campogalliano: dopo anni di abbandono, nel settembre 2019, è stato acquisito, unitamente a terreni per una superficie di circa 76 ettari, dalla Società agricola Corticella srl, facente parte del Gruppo Cremonini, per adeguarne le strutture e realizzare un moderno impianto.

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Foto di Fabrizio Bizzarri

Nuova vita per l’ex allevamento Giglio di Campogalliano: dopo anni di abbandono, nel settembre 2019, è stato acquisito, congiuntamente a terreni per una superficie di circa 76 ettari, dalla Società agricola Corticella srl, facente parte del Gruppo Cremonini, per adeguarne le strutture e realizzare un moderno impianto capace di ospitare fino a 4.800 vitelli da carne e che si andrà ad aggiungere ai quattro che già gestisce. 

Dopo aver presentato in Comune, nel settembre 2020, il PRA – Programma di riconversione e ammodernamento dell’attività agricola e aver incassato il nullaosta dell’ente pubblico, ora in via Giglio prenderà il via il cantiere. L’attuale stato di conservazione delle vecchie stalle e porcilaie, si legge nel PRA, “è decisamente precario e oltremodo obsoleto sia sotto il profilo strutturale che impiantistico. Le strutture sono state realizzate oltre cinquant’anni fa, in un’epoca che non teneva in considerazione le attuali problematiche ambientali, di benessere animale e di specializzazione oggi divenute essenziali per una corretta, efficiente ed economica gestione di un allevamento zootecnico”. Il nuovo impianto, che si svilupperà all’interno dell’area già edificata “con un modesto ampliamento”, prevede di trasformare gli stabili esistenti in un razionale e moderno allevamento specializzato di vitelli da carne bianca da inserirsi a integrazione della filiera del Parmigiano Reggiano (ndr – in via Giglio afferiranno perlopiù vitelli maschi provenienti da allevamento da bovine da latte per la produzione di Parmigiano)”. Il piano prevede l’abbattimento della maggior parte dei vecchi edifici e delle relative pertinenze sostituendoli con due stalle altamente tecnologiche. “Gli animali saranno allevati in box multipli da 10 capi su un pavimento grigliato in legno (su modello olandese). Ogni box avrà una dimensione di circa 18 mq per una superficie netta di oltre 1,8 mq/capo allevato rispettando le prescrizioni di legge sul benessere animale”.

L’azoto annuo stimato prodotto è di “41.808 chili”, lo stoccaggio dei reflui sarà effettuato “all’interno dei contenitori esistenti e recentemente collaudati”, mentre il fabbisogno idrico sarà soddisfatto mediante pozzi aziendali ed è “stimato per eccesso in un consumo medio annuo pari a 29mila metri cubi”.

Scelto per la sua posizione strategica, l’ex Giglio cambierà volto dopo circa 12 mesi di lavori e oltre 4 milioni di euro. “Il progetto – ha commentato la sindaca di Campogalliano, Paola Guerzoni – rispetta tutti i crismi relativi al rispetto dell’ambiente e del benessere dei capi allevati e pertanto è stato approvato. Abbiamo però richiesto un contributo annuale da parte della proprietà per aiutarci nella manutenzione della strada di campagna che, con l’avvio dell’attività, sarà interessata da un traffico di mezzi maggiore”.

Nullaosta anche da parte di Arpae che, tramite la determina 5160 del 7 ottobre 2022, ha concesso l’Autorizzazione unica ambientale e dunque il via libera a procedere.

Quella dell’allevamento degli animali da reddito è una materia complessa dal momento che l’allevamento influisce profondamente sugli equilibri ambientali.  Un’impronta, quella della zootecnia sull’ambiente, che si concretizza in effetti diretti come lo spargimento dei reflui sui suoli e sulle acque, il consumo idrico e l’emissione di metano e altri gas in atmosfera, e indiretti ricollegabili perlopiù alla produzione e al trasporto di mezzi tecnici destinati all’allevamento, soprattutto alimenti destinati al bestiame. Le interazioni tra zootecnia e ambiente però non sono solo negative si pensi ad esempio al vantaggio dato dall’impiego delle deiezioni animali come fertilizzanti organici. Quello di Campogalliano è uno stabilimento che torna attivo dopo anni, a fronte della chiusura di numerose stalle nel modenese e non solo. Rigidi controlli tesi a verificare il benessere degli animali e il corretto smaltimento dei reflui è essenziale così come è fondamentale promuovere una cultura del cibo maggiormente critica e consapevole. Portare sulle nostre tavole un minor apporto di carne è una scelta equilibrata che fa bene alla salute e all’ambiente.

Jessica Bianchi