Suonata anche la Marsigliese al 78° della battaglia di Cortile

Con il sindaco e il console erano presenti il Prefetto di Modena Alessandra Camporota, il parlamentare Piero Fassino, che ha tenuto l’orazione ufficiale nel circolo Arci Ugo Barbaro.

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Sono echeggiate anche le note della Marsigliese, insieme all’Inno di Mameli, ieri pomeriggio all’annuale commemorazione della Battaglia di Cortile: infatti nella tappa davanti al cippo bilingue che in via Cavetto Gherardo ricorda il sacrificio dell’aviatore francese Michel Seeten, la Banda Città di Carpi ha eseguito il brano, mentre il Console Generale di Francia a Milano, Mr. Francois Revardeaux sistemava una corona di alloro dello stesso Consolato, e il sindaco Alberto Bellelli deponeva un mazzo di fiori inviato dal Comune di Saint-Nazaire, la città della Bretagna dove il giovane eroe nacque nel 1920 e dove è stato sepolto. Nelle stesse ore, sulla tomba di quel pilota che aderì alla Resistenza e morì nel combattimento di 78 anni fa, venivano deposti fiori inviati dal Comune di Carpi. Con il sindaco e il console erano presenti il Prefetto di Modena Alessandra Camporota, il parlamentare Piero Fassino, che ha tenuto l’orazione ufficiale nel circolo Arci Ugo Barbaro. Tutto attorno, come negli altri momenti dell’itinerante cerimonia, il gonfalone della città, labari e bandiere delle associazioni combattentistiche, rappresentanti di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

La commemorazione del 78° era cominciata davanti al cippo di via Griduzza, e dopo il tributo a Michel Seeten, è proseguita davanti al monumento di Cortile, dove accanto al Tricolore italiano ne sventolava uno francese, quindi nel cimitero frazionale, dinnanzi alla lapide che ricorda anche i tutti i cortilesi caduti nella Seconda Guerra Mondiale. In ogni tappa i volontari dell’ANPI hanno deposto corone e fiori. La battaglia di Cortile, il 1° Dicembre 1944, oltre all’aviatore bretone, costò la vita a due resistenti – Demos Malavasi e Livio Rebecchi – e, per rappresaglia, ad altre 21 persone (5 civili e 16 partigiani) che vennero rastrellate e fucilate dai nazi-fascisti; in patria, Seeten ricevette postume varie onorificenze: cavaliere della Legione d’Onore, Croce di guerra e citazione all’ordine dell’aviazione militare.