Sono gli Ospedali di Carpi e Sassuolo a prendersi cura dei pazienti dializzati Covid positivi della provincia

Una generalizzata preoccupazione si era diffusa nei giorni scorsi presso il Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Ramazzini di fronte all’eventualità che quello carpigiano restasse l’unico disponibile per i pazienti dializzati Covid positivi dell’intera provincia, dalla montagna alla Bassa modenese per intenderci, dopo la chiusura dell’omonimo reparto di Sassuolo. Una voce risultata però infondata come assicura il dottor Decenzio Bonucchi.

0
472
L'equipe di Nefrologia di Carpi

Una generalizzata preoccupazione si era diffusa nei giorni scorsi presso il Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Ramazzini di fronte all’eventualità che quello carpigiano restasse l’unico disponibile per i pazienti dializzati Covid positivi dell’intera provincia, dalla montagna alla Bassa modenese per intenderci, dopo la chiusura dell’omonimo reparto di Sassuolo. 

Una voce risultata però infondata come assicura il dottor Decenzio Bonucchi, direttore dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Ausl di Modena: “l’Hub Covid di Sassuolo è e continuerà a essere operativo, insieme a quello di Carpi. Ad oggi, in linea con il contesto epidemiologico attuale, sono 2 i pazienti Covid trattati in Area Sud e 1 in Area Nord, mentre nei periodi di picco siamo arrivati a trattare fino a 14 pazienti Covid nei due Hub. La Rete Nefrologica provinciale, che in questi anni ha gestito la pandemia Covid (trattamenti, monitoraggio, vaccinazioni) grazie alla dedizione e alla professionalità dei suoi operatori, si caratterizza per la flessibilità di risposta alle diverse emergenze che possono presentarsi, fra cui anche quella relativa alla pandemia. La programmazione è settimanale, proprio per adattarsi ai cambiamenti, e poggia sulla interoperabilità delle risorse (infermieri, posti dialisi, attrezzature) fra i diversi Centri Dialisi. In termini generali, il Centro di Carpi conta su 17 posti dialisi e di due posti dedicati a pazienti positivi, dotati di accesso indipendente tramite una rampa realizzata nella prima metà di marzo 2020″.

Una buona notizia per il personale, che non dovrà fare i conti con un ulteriore aggravio di lavoro, e per i pazienti che non saranno costretti a lunghe trasferte. 

Jessica Bianchi