La porta che si affaccerà a Est è alquanto piccina, non si può dire la stessa cosa delle risorse economiche messe in campo dal Comune

Sottopasso pedonale in stazione, Rfi ha voluto mettere i puntini sulle i in materia di oneri e pagamenti, giusto per non sborsare un euro di troppo in questa operazione ma nella sostanza poco cambia rispetto allo schema di convenzione approvato lo scorso ottobre dalla Giunta.

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Modificata la convenzione stipulata tra Rfi – Rete Ferroviaria Italiana e Comune di Carpi per la realizzazione e la gestione del prolungamento del sottopasso pedonale della stazione che collegherà via Alghisi e l’Oltreferrovia dove sorgerà il nuovo polo universitario, un quartiere residenziale e un parco. Rfi ha voluto mettere i puntini sulle i in materia di oneri e pagamenti, giusto per non sborsare un euro di troppo in questa operazione (vedi ad esempio alla voce 63mila euro di spesa di registrazione dell’atto che dovrà sostenere il Comune), ma nella sostanza poco cambia rispetto allo schema di convenzione approvato lo scorso ottobre dalla Giunta. 

Nessun accenno infatti circa la possibilità di realizzare una pensilina allo sbocco a Est: di fronte al diniego di Rfi, dell’eventuale copertura dovrà farsi carico, ancora una volta, il Comune grazie a fondi del PNRR.

Ricordiamo che il progetto è stato redatto da Rete Ferroviaria Italiana, soggetto che sta provvedendo anche all’esecuzione dei lavori, mentre il costo grava in toto sul bilancio delle casse comunali. Le spese relative alla redazione del progetto esecutivo – che tanto ha fatto discutere per le piccole dimensioni del sottopasso e soprattutto per le brusche “curve” ad angolo retto del primo tratto che rendono estremamente complessa la discesa di un ciclista con bici alla mano – e alla realizzazione delle opere sono a totale appannaggio del Comune di Carpi, per un importo di 1 milione e mezzo di euro di cui 1.250.000 a titolo di contributo conto impianti e 250mila a titolo di corrispettivo per attività ricadenti nella proprietà del comune. 

In relazione alla gestione e alla manutenzione invece l’ente pubblico contribuirà alle spese con un versamento annuale di 7mila euro in favore di RFI “e soggetto a rivalutazione ISTAT da corrispondersi per tutta la durata della convenzione”, pari a vent’anni. 

Una cosa è evidente, la porta che si affaccerà a Est è alquanto piccina ma non si può certo dire la stessa cosa delle risorse economiche messe in campo dal Comune per un’opera che, ribadirlo non è mai abbastanza, resterà in capo a Rfi.

Jessica Bianchi