I commercianti dicono no alla Ztl, “non ora e non così”

Si sono trovati oggi pomeriggio, 22 giugno, in una ventina, tra commercianti ed esercenti, nel Piazzale delle Piscine per dirigersi poi verso il centro storico a piedi. Una camminata per protestare contro i “tempi e i modi” con cui l’Amministrazione Comunale ha deciso di allargare la Ztl nel cuore cittadino.

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Si sono trovati oggi pomeriggio, 22 giugno, in una ventina, tra commercianti ed esercenti, nel Piazzale delle Piscine per dirigersi poi verso il centro storico a piedi. Una camminata per protestare contro i “tempi e i modi” con cui l’Amministrazione Comunale ha deciso di allargare la Ztl nel cuore cittadino. La levata di scudi è pressoché unanime, “noi non siamo contrari al tema della transizione ecologica ma dopo due anni di pandemia e a fronte dell’economia di guerra con cui ci stiamo confrontando da mesi consideriamo questo come il peggior momento in cui cui adottare un cambiamento tanto radicale”, spiegano i commercianti. L’allargamento della zona a traffico limitato avverrà per step ma, continuano, “in quanti durante tale fase transitoria saranno costretti ad abbassare la serranda o a trasferirsi al di fuori del centro storico? Già oggi ci sono esercizi che faticano a sostenere le spese e a pagare gli affitti. In tanti hanno già chiuso… questa sarà la mazzata definitiva. Il rischio, concreto, è quello di assistere alla progressiva desertificazione del centro”. L’Amministrazione ha intenzione di istituire una navetta che ogni giorno, fino alle 20 e con una frequenza di 12 minuti, porterà in centro coloro che lasceranno la propria auto in una delle 330 piazzole presenti nell’area: una soluzione che i commercianti e i titolari di locali considerano “impraticabile e del tutto disincentivante. Come faranno le mamme alle prese con carrozzine e passeggini o le persone anziane, magari con alcune difficoltà motorie, a salire e scendere carichi di sporte o acquisti ingombranti? Tanti, una volta provata l’esperienza, sceglieranno di fare shopping altrove, magari in un centro commerciale dove i parcheggi abbondano”. E dopo le 20, “come potranno raggiungere il Piazzale coloro che hanno deciso di fare un aperitivo, di cenare in centro o semplicemente di fare ritorno a casa dopo aver chiuso la propria attività?”.

La gente ha fretta, continuano, “non tutti hanno il tempo di aspettare l’andata e il ritorno della navetta. Spesso la gente esce dal lavoro e fa una capatina rapida in centro, quelli sono clienti sostanzialmente persi. Certo i carpigiani possono raggiungerci in bicicletta ma chi viene a Carpi da fuori, provata la scomodità dell’esperienza, potrebbe optare per altre città…”. E se da un lato si libera il centro dalle auto e dallo smog, dall’altro il rischio è quello di “congestionare le stradine che vi sorgono a ridosso, aldilà di via Berengario e di via Nicolò Biondo per intenderci. Insomma non si fa altro che spostare il problema un poco più in là”.

Da anni, concludono i manifestanti, chiediamo ai nostri amministratori di dotare “il centro di parcheggi per renderlo più accessibile e fruibile. E loro cosa fanno? Lo chiudono. E su tale scelta non c’è dibattito alcuno, dal momento che è già stato stabilito tutto ed entro la fine dell’anno partirà la fase uno. Prima di introdurre un cambiamento tanto radicale occorre creare le condizioni giuste. Condizioni che oggi non esistono”.

Ah, per la cronaca, i commercianti hanno impiegato 27 minuti e 29 secondi per raggiungere Piazza Martiri dal Piazzale delle Piscine, ma non ne servivano 15?

Jessica Bianchi