Adolfo Lugli insegna l’alfabeto della visione alle Manfredo Fanti

Le scuole del Comprensivo Carpi Centro dispongono di nuove aule dove prendono vita progetti che coinvolgono gli alunni: allestite negli spazi esterni delle scuole, queste aule si rivelano spazi di libertà espressiva sul piano personale attraverso un lavoro condiviso con i compagni di classe.

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Le scuole del Comprensivo Carpi Centro dispongono di nuove aule dove prendono vita progetti che coinvolgono gli alunni: allestite negli spazi esterni delle scuole, queste aule si rivelano spazi di libertà espressiva sul piano personale attraverso un lavoro condiviso con i compagni di classe. “Farli lavorare di nuovo insieme è il risultato più rilevante – spiega Antonella De Ienner, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Carpi Centro – ottenuto nel pieno rispetto delle normative di contrasto all’emergenza COVID-19. Grazie al finanziamento ottenuto dall’Unione Terre d’Argine disponiamo di questi gazebo dove ogni scuola realizza progetti in linea con gli obiettivi: dall’educazione alla sostenibilità fino al contrasto alla povertà educativa e all’acquisizione di competenze in ambito STEM”.

Alla Scuola Primaria Manfredo Fanti, nell’aula allestita all’esterno, gli alunni delle classi terze, quarte e quinte e gli studenti della Succursale della Scuola Secondaria di Primo Grado Alberto Pio hanno avuto l’opportunità di ‘sperimentarsi’ con l’artista carpigiano Adolfo Lugli. Un percorso di 20 incontri in cui Lugli ha proposto un lavoro individuale e a coppie. “Se esiste l’alfabeto per scrivere – afferma Lugli – esiste anche l’alfabeto per guardare ed è fondamentale per capire ciò che ci circonda. L’alfabeto della visione parte dal semplice puntino da concepire in relazione con lo spazio come la singola persona è in relazione con lo spazio in cui vive. Ci sono gli spazi razionali, quelli della geometria astratta, e gli spazi informali, quelli della libertà del colore”. “Oltre ad avere un grande valore artistico, questo progetto – sostiene la docente di Arte e Immagine Maria Rosaria Russo – ha una rilevante importanza a livello sociale per il singolo ragazzo perché non sempre in classe ha la possibilità di esprimersi mentre attraverso il linguaggio universale dell’arte può incontrare il mondo”. “Proprio perché universale, il linguaggio dell’arte ha permesso anche ai ragazzi con qualche criticità di esprimere l’emotività attraverso le nuove tecniche imparate durante il laboratorio. Oltre all’acquisizione di competenze possiamo dire che ha favorito l’inclusione” aggiunge Vittoria Di Iasio, docente di sostegno. Per Angela Borghi, insegnante della Primaria Manfredo Fanti, “è stata un’opportunità di socializzazione grazie alla quale i bambini hanno avuto la possibilità di stare con altri bambini e di esprimersi attraverso un canale privilegiato, quello artistico”.

L’entusiasmo degli alunni è evidente: per Max e Elena, di terza classe, l’attività con Adolfo Lugli è stata bella, divertente e creativa e la cosa più bella è stata “stendere l’acqua e poi mischiare i colori”. Più misurate Yosra e Linda di seconda e prima media ma anche per loro è stato “bellissimo, fantastico”.

Sara Gelli