Via Renoir, le giostrine restano chiuse: stop ai rimpalli!

“Abbiamo acquisito da pochi giorni le certificazioni e la documentazione relative ai giochi che però evidenziano un paio di interventi che la stessa azienda esecutrice ha detto di eseguire per garantire un utilizzo in sicurezza. Abbiamo quindi dato al soggetto lottizzante, ovvero la proprietaria dell’area, una decina di giorni per sanare tali lacune. In caso non lo facesse - spiega l’assessore Artioli - interverremo noi per poi chiedere il rimborso delle spese sostenute poiché per noi è prioritario che i bambini possano tornare a vivere il parco”.

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Sono 150 le firme raccolte dai residenti per chiedere al Comune di Carpi la riapertura delle giostrine dell’area verde prospiciente via Renoir chiusa all’inizio di febbraio. I giochi sono lì dal 2017 ma sono stati dichiarati “fuori legge” soltanto ora e dunque interdetti ai bambini poiché, “non collaudati e pertanto potenzialmente pericolosi” spiega l’assessore al Verde, Andrea Artioli.

Un’accusa che la proprietaria dell’area verde, non ancora ceduta all’ente pubblico, respinge con forza: “in data 11 febbraio ho rimandato tutta la documentazione attestante la conformità delle giostrine, pertanto il nastro bianco e rosso deve essere rimosso”. Ma dove sono finiti i documenti? E, soprattutto, quando i piccoli potranno tornare a giocare all’aria aperta, su dondoli e scivolo?

“Abbiamo acquisito da pochi giorni le certificazioni e la documentazione relative ai giochi che però evidenziano un paio di interventi che la stessa azienda esecutrice ha detto di eseguire per garantire un utilizzo in sicurezza. Abbiamo quindi dato al soggetto lottizzante, ovvero la proprietaria dell’area, una decina di giorni per sanare tali lacune. In caso non lo facesse – prosegue l’assessore Artioli – interverremo noi per poi chiedere il rimborso delle spese sostenute poiché per noi è prioritario che i bambini possano tornare a vivere il parco”.

Ma essendo un’area privata il Comune ha il “diritto” di chiuderla? “Pur essendo privato, il parchetto non è recintato e dunque è accessibile a tutti, pertanto l’ente pubblico ha l’obbligo di garantire l’incolumità di coloro che vi entrano anche se, lo sottolineo, in caso qualcuno si facesse male, la responsabilità è del proprietario”.

Una situazione che esige di essere risolta al più presto, i nostri piccoli hanno infatti il diritto di giocare, insieme e all’aria aperta, soprattutto dopo le limitazioni con cui anche loro hanno dovuto fare i conti nelle fasi più acute della pandemia. Gli abbiamo già tolto abbastanza. 

Jessica Bianchi