Storia in Viaggio 2.0 ai nastri di partenza

La seconda edizione del progetto sarà dedicata alla scoperta dei luoghi del confino fascista, tra realtà e letteratura. Dal 28 febbraio tre incontri per studenti, docenti e cittadini con Costantino Di Sante, Alberto Cavaglion e Anthony Santilli.

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Costantino di Sante

Prenderà il via lunedì 28 febbraio la nuova edizione di Storia in Viaggio 2.0, il progetto della Fondazione Fossoli nato in seguito alla pandemia per far fronte alle limitazioni agli spostamenti e continuare a portare gli studenti, seppur virtualmente, sui luoghi e a contatto con i temi che hanno caratterizzato l’epoca dei totalitarismi, il secondo conflitto mondiale e la violenza politica e razziale.

La seconda edizione – che consisterà in tre incontri online dalle 15 alle 17, gratuiti e aperti a tutti (anche se concepiti in particolare per gli studenti delle classi 4° e 5° delle Scuole secondarie di II grado e per la formazione degli insegnanti), condotti da altrettanti storici – sarà dedicata ai luoghi del confino fascista, tra realtà e letteratura.

“Abbiamo fortemente voluto la continuazione di questo progetto – commenta la direttrice della Fondazione Fossoli, Marzia Luppi – perché sarebbe stata una perdita per gli studenti se la pandemia avesse impedito, oltre al viaggio fisico sui luoghi degli eventi, anche le occasioni di incontro e formazione. Così non è stato, e per il secondo anno consecutivo siamo a proporre tre appuntamenti unici, con storici di grande rilievo: un’occasione, per i giovani e i loro insegnanti, di approfondire tematiche centrali per comprendere da quali violenze, che si manifestarono fin da subito nel regime, siano poi germogliate, per reazione, le nostre idee di democrazia e libertà, e di cosa si rischi quando questi convincimenti vengono meno. Per questa edizione, inoltre, il percorso in parallelo tra la storia e la letteratura potrà rappresentare un ulteriore stimolo per il suo carattere multidisciplinare”.

Costantino di Sante, ricercatore dell’Istituto storico provinciale di Ascoli Piceno e autore di diverse ricerche tra cui quelle sull’internamento fascista, sull’occupazione della Jugoslavia e sul colonialismo italiano, terrà una lezione dal titolo Celle senza muri. I luoghi di confino del regime fascista. Furono circa 15.000 gli italiani condannati, spesso senza accuse formali ma solo per un mero sospetto, a essere inviati in decine di sperduti paesi dell’Italia meridionale. I più pericolosi finirono nelle isole (Favignana, Lampedusa, Pantelleria, Ustica, Lipari, Tremiti, Ponza e Ventotene), dove le condizioni di vita e la sorveglianza furono più dure. Conoscere le vicende di chi fu relegato in questi luoghi significa ricomporre una topografia della memoria di quella che fu la lunga Resistenza alla dittatura.

Alberto Cavaglion, docente di Storia dell’Ebraismo all’Università di Firenze e membro del comitato scientifico del Museo dell’Ebraismo Italiano condurrà invece l’incontro, il secondo, di giovedì 3 marzo. Tema trattato, Scrivere dal confino: esiste una letteratura sul confino? Può questa esperienza definire un genere comparabile con altre scritture dell’estremo? La lezione ruoterà attorno all’analisi delle lettere di Cesare Pavese e Carlo Levi, senza tralasciare i racconti e le lettere di Natalia Ginzburg e l’autoritratto di Nello Rosselli.

Saranno invece Le isole di Ventotene e Santo Stefano, tra repressione e dissidenza a rappresentare il tema del terzo e ultimo incontro del progetto, martedì 8 marzo, a cura di Anthony Santilli, del Centro di ricerca e documentazione sul confino politico. Se a Ventotene prese forma il celebre Manifesto scaturito dalla collaborazione tra Ernesto Rossi e Alterio Spinelli ed Eugenio Colorni che fu alla base dell’idea di un’Europa unita, sorta sulle macerie della Seconda guerra mondiale, nell’isola furono costretti molti dei più importanti esponenti dell’antifascismo italiano. 

L’iscrizione agli incontri è obbligatoria, e da effettuarsi tramite invio di e-mail (nella quale precisare scuola, docente referente, classe e numero di studenti coinvolti) all’indirizzo info@fondazionefossoli.it.
Gli iscritti riceveranno tramite e-mail il link per il collegamento.