Prematurità, “le terapie intensive neonatali devono essere aperte a entrambi i genitori”

Il Covid ha comportato grossi cambiamenti e sono stati fatti dei passi indietro come, ad esempio, la chiusura dei reparti ai genitori, prima presenti 24 ore al giorno. Una vicinanza la loro di fondamentale importanza per il neonato prematuro.

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Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità il pronao del Teatro Comunale di Carpi si è illuminato di viola. “Quest’anno – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Tamara Calzolari – anche il Comune di Carpi per la prima volta ha aderito a questa iniziativa voluta da Società Italiana di Neonatologia Vivere Onlus. Abbiamo voluto illuminare uno dei nostri monumenti più belli per manifestare la nostra vicinanza alle famiglie dei prematuri e affinché possano si migliorare ulteriormente i percorsi di cura e assistenza dei bimbi pre-termine garantendo così loro una migliore qualità di vita”. Quello della prematurità, aggiunge il dottor Francesco Torcetta, direttore della Pediatria dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, “è un problema sul quale non si può incidere più di tanto in termini di riduzione della casistica. Ogni anno nascono pre termine circa 30mila bimbi nel nostro Paese e 1 su 100 è un grande prematuro, ovvero nato sotto le 32 settimane.

Staff Pediatria di Carpi

Quest’anno però la giornata ha un significato diverso rispetto al solito. Lo slogan scelto per l’edizione 2021 infatti è Separazione zero, un tema che mi sta particolarmente a cuore perché è di fondamentale importanza che il neonato prematuro senta la vicinanza dei genitori. Una presenza che, come sostiene la letteratura internazionale può fare la differenza anche per quanto riguarda lo sviluppo stesso del bambino. Il Covid ha comportato grossi cambiamenti e sono stati fatti dei passi indietro come, ad esempio, la chiusura dei reparti ai genitori, prima presenti 24 ore al giorno. Noi abbiamo salvaguardato questo aspetto facendo sempre entrare mamma e papà, sottoponendoli a tampone ogni 48 ore ma in molte altre realtà non è stato così. L’obiettivo, anche di questa giornata, è quindi quello di rendere nuovamente aperte le terapie intensive neonatali a entrambi i genitori”.