L’Oltreferrovia cambia pelle

Uno spazio interconnesso e in grado di ricucire periferia e centro attraverso la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale per il quale “esiste già un accordo con RFI”, spiega Righi. Da barriera, l’asse ferroviario si trasformerà in una cerniera, all’interno di un progetto di rigenerazione urbana all’insegna della mobilità dolce, della socialità e del verde. Un ripensamento “sistemico e connesso con lo spazio circostante. Una rigenerazione che prevede anche la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di spazi oggi abbandonati, dal Consorzio Agrario all’ex magazzino in prossimità di via Due Ponti, agli stabili dimessi adiacenti alla stazione” aggiunge Righi.

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Il “parco del centro storico”, così lo ha definito il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, una porta verde affacciata sulla città. L’Oltreferrovia cambia pelle e lo fa nel segno del verde e “in tempi stretti”, assicura l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi. Entro il prossimo anno “la “vecchia passeggiata” che da Corso Fanti arrivava sino a via Dallai non sarà più interrotta dalla stazione – prosegue il primo cittadino – ma potrà proseguire fino a un grande parco”. Uno spazio interconnesso e in grado di ricucire periferia e centro attraverso la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale per il quale “esiste già un accordo con RFI”, spiega Righi. Da barriera, l’asse ferroviario si trasformerà in una cerniera, all’interno di un progetto di rigenerazione urbana all’insegna della mobilità dolce, della socialità e del verde. Un ripensamento “sistemico e connesso con lo spazio circostante. Una rigenerazione che prevede anche la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di spazi oggi abbandonati, dal Consorzio Agrario all’ex magazzino in prossimità di via Due Ponti, agli stabili dimessi adiacenti alla stazione” aggiunge Righi. L’obiettivo? Arrivare alla fine del 2022 con tutte le opere in via di completamento anche in vista dell’inaugurazione, il prossimo settembre, da parte della Fondazione CRC, partner fondamentale di questa complessa operazione, del nuovo polo universitario. 

I sistemi ciclopedonali saranno i grandi protagonisti: “percorsi che si snoderanno dal sottopasso della stazione, consentendo il collegamento dei quartieri di Cibeno e di via Due Ponti. Il sottopasso – puntualizza l’assessore Righi – sarà un prolungamento di quello esistente: lo spazio che oggi conduce al secondo binario verrà allargato, vi sarà realizzata una rampa a pendenza morbida e condurrà nell’area prospiciente l’ex consorzio di via Corbolani. Verrà inoltre rimossa la scala che oggi sorge di fianco ai bagni, nel fronte destro della stazione, per lasciare spazio a una ulteriore rampa che si collega con via Dallai”.

Dal sottopasso si approderà così al campus universitario attraverso una sorta di piazza verde e da lì al nuovo parco, “una specie di diaframma – spiega Riccardo Righi – tra il tessuto antropizzato e il paesaggio agrario che si apre sino al Cavo Lama e via via fino al Secchia”.

Il nascente Parco Urbano dell’Oltreferrovia si estenderà su 106mila metri quadri e vedrà la piantumazione di almeno 1.500 alberi e 2.900 arbusti. A tutti gli effetti un bosco! Sui contenuti del parco l’Amministrazione avvierà un confronto con cittadini e Consulte, confidiamo che nessuno senta l’esigenza di ulteriori giostrine per bambini…

Centrale il ruolo della Fondazione nella riqualificazione di questo pezzo di città la quale si è fatta carico dell’acquisto dell’area dell’ex consorzio: “il polo che ospiterà dapprima il corso di laurea magistrale in ambito ingegneristico e futuribilmente altri corsi di alta formazione – spiega il presidente Corrado Faglioni – verrà realizzato in un edificio monopiano e costruito ex novo su una superficie di 4mila, nell’angolo sud ovest, ovvero dove via Corbolani effettua una svolta a 90 gradi (stanziati per l’opera 8 milioni di euro, mentre altri 6 verranno erogati in un arco di dodici annualità per sostenere l’avvio e il consolidamento del corso). Successivamente avvieremo le procedure necessarie per restaurare il complesso dell’ex Consorzio (stanziati 5 milioni)”. 

La costruzione del nuovo immobile, assicura Faglioni, sarà fatta nel “rispetto dell’ambiente e senza abbattere piante ad alto fusto. A guidarci, sin dalla progettazione, affidata alla società milanese Lombardini22, sarà infatti il principio della sostenibilità. Per non interrompere prospettiva e panorama abbiamo optato per un edificio monopiano che non altererà la visuale di quel cannocchiale tanto amato dai carpigiani”.

Uno degli angoli più amati dai carpigiani per passeggiare dal centro al Cavo Lama sta per cambiare volto, confidiamo che il prezzo da pagare – in termini di traffico e cemento – non sia troppo alto e che si giunga al giusto equilibrio. 

Jessica Bianchi