Finisce Pfizer e si somministra AstraZeneca senza dare spiegazioni

Chiede conferma che alla madre sarà inoculato il vaccino Pfizer come riportato sulla prenotazione fatta in farmacia e si sente rispondere che sono rimaste solo dosi di AstraZeneca. “Capisco che non si possa scegliere quale vaccino farsi inoculare - racconta una carpigiana - ma credo sia un diritto sacrosanto quello di essere informati. A quanti altri anziani è stata somministrata AstraZeneca a loro insaputa? Informare è un dovere, dopodiché ciascuno prenderà la decisione che ritiene più opportuna”.

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Punto vaccinale di Carpi, foto di repertorio

Amara sorpresa per una cittadina che nei giorni scorsi ha accompagnato la madre per essere vaccinata a Carpi. Dopo due ore di attesa al freddo, le due si sono presentate all’accettazione dove la figlia ha chiesto conferma del fatto che la dose che sarebbe stata inoculata alla madre fosse del vaccino Pfizer come riportato sulla prenotazione fatta in farmacia. Una richiesta che ha colto i presenti di sorpresa e scatenato qualche mal di pancia: “dopo aver atteso una mezzora ci è stato comunicato che il punto vaccinale non aveva più a disposizione dosi di Pfizer e che quindi, anche alla luce delle nuove direttive sull’uso di AstraZeneca negli over sessantenni, a mia madre sarebbe stato somministrato quest’ultimo. Capisco che non si possa scegliere quale vaccino farsi inoculare – racconta la nostra concittadina – ma credo sia un diritto sacrosanto quello di essere informati.  Ho accompagnato mia madre perché era spaventata e aveva bisogno di aiuto ma se non ci fossi stata io nessuno le avrebbe detto nulla. Quanti altri anziani anzichè Pfizer come da prenotazione hanno fatto AstraZeneca a loro insaputa? Informare è un dovere, dopodiché ciascuno prenderà la decisione che ritiene più opportuna, scegliendo quale rischio correre. Dove è finito il libero arbitrio?”. 

“Negli ultimi giorni – chiarisce l’Ausl di Modena interpellata per far luce sulla vicenda – le indicazioni sull’utilizzo del vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) hanno comportato la riorganizzazione della campagna vaccinale provinciale. Ciò anche per garantire il rispetto dell’Ordinanza del commissario per l’emergenza Covid-19, Figliuolo che, in linea col Piano nazionale del Ministero della Salute ha disposto un preciso ordine di priorità ai fini della vaccinazione: persone di età superiore agli 80 anni, persone con elevata fragilità e persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni (e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni). La necessità di dare priorità massima al proseguimento della campagna su queste fasce, a fronte dello slittamento della consegna del quantitativo atteso di vaccino Pfizer, ha comportato una puntuale verifica della condizione di ciascun cittadino con età maggiore di 60 anni che si presentava al punto vaccinale, al fine di confermare l’appartenenza alle categorie per le quali è esplicitamente richiesta la vaccinazione con vaccino a RNA o, eventualmente, riorientare la vaccinazione su Vaxzevria. Non esistono controindicazioni all’utilizzo di altro vaccino per le fasce di popolazione con età superiore ai 60 anni e l’ultima nota di Aifa ne raccomanda l’uso preferenziale proprio per queste fasce d’età”.

Quanto alle tempistiche di comunicazione al cittadino del vaccino da somministrare, l’Ausl precisa che “la decisione finale è sempre, esclusivamente in capo al medico presente presso il punto vaccinale, a seguito di un’attenta valutazione in base all’anamnesi clinica e farmacologica del cittadino stesso, per cui è sempre possibile che si verifichi una variazione del tipo di vaccino somministrato rispetto a quello prenotato”.

Ogni trattamento diagnostico, ogni terapia e qualsivoglia intervento medico non può essere effettuato se non con il valido consenso dell’avente diritto, che sia stato opportunamente informato in ordine al trattamento cui sarà sottoposto e agli eventuali rischi derivanti. Esigere un’informazione chiara e trasparente costituisce pertanto un diritto inalienabile, tutelato dalla Costituzione e dalla legge, che non può e non deve latitare. Mai. A prescindere dal medico che ci troviamo di fronte.

Jessica Bianchi