Carpi avrà un polmone verde di 10mila piante: a Santa Croce iniziano le piantumazioni

Ne parliamo da anni e ora finalmente il progetto prende il via. Partono infatti entro la fine di aprile i lavori di potenziamento del verde nel grande Parco di Santa Croce, di proprietà della Fondazione CR Carpi: entro la prossima primavera (2022) verranno messe a dimora 6.000 nuove piante che, sommandosi a quelle già piantate, andranno a sviluppare, alle porte della città, un grande polmone verde di circa 10mila essenze autoctone.

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Ne parliamo da anni e ora finalmente il progetto prende il via. Partono infatti entro la fine di aprile i lavori di potenziamento del verde nel grande Parco di Santa Croce, di proprietà della Fondazione CR Carpi: entro la prossima primavera (2022) verranno messe a dimora 6.000 nuove piante che, sommandosi a quelle già piantate, andranno a sviluppare, alle porte della città, un grande polmone verde di circa 10mila essenze autoctone.

“Insieme ad Angela Zaffignani, ideatrice del progetto e al progettista del verde Samuele Rocco, abbiamo pensato a un parco naturale fruibile da tutte le età, da zero a 100 anni. Entro la prossima primavera – spiega il presidente della Fondazione CR Carpi, Corrado Faglioni – tutte le opere saranno completate ma già questa estate potremo godere di una cornice stupenda nella quale poter camminare e godere della rigogliosa presenza della natura che già da parecchi anni ha preso possesso del nostro parco”.

Si apre ora la fase operativa con la partenza delle opere di piantumazione, divise in tre fasi. Nella prima, in avvio a giorni, i lavori si concentreranno sulla messa a dimora di 800 nuove piante nella zona Est del parco, per consentire la fruibilità dell’area prospicente su via Bersana anche nei prossimi mesi, per svolgere, covid permettendo, eventi didattici e culturali all’aria aperta. 

“I primi lavori – spiega il progettista Samuele Rocco – riguarderanno la realizzazione del bosco planiziale, tra via Mulini e Traversa San Giorgio, in prossimità della rotonda, con la messa a dimora di oltre 680 nuove essenze, tra piante ad alto fusto e arbusti. Mentre ulteriori 120 esemplari arborei e arbustivi saranno destinati alla schermatura dell’area industriale su via Mulini e al prolungamento del grande filare dei platani, baricentrico al parco, fino al raggiungimento del filare dei tigli, posizionato in fondo alla grande distesa verde. Saranno poi ben 192 le farnie che posizioneremo” le quali, prosegue Zaffignani, “saranno in comunicazione con le querce secolari che punteggiano via Bersana”.

Piante che, come sottolinea Rocco, “abbiamo cercato e selezionato con cura dopo aver visitato numerosi vivai italiani e che hanno già una dimensione importante e produrranno sin da subito uno straordinario effetto wow. Ne resterete stupiti”. 

Il viale dei platani

Da settembre 2021, durante la seconda parte dell’anno, si procederà con la fase successiva che prevede la messa a dimora di circa 4.000 piante, tra il potenziamento del bosco planiziale Ovest, la realizzazione di un teatro di verzura, la creazione di un’ampia area orti e il rimboschimento dell’area su via Bersana destinata a chioschetti e pic nic. Al via sempre a settembre alla piantumazione del bosco planiziale di nuova espansione del parco nell’area attualmente destinata a coltivazione con circa 200 piante fornite dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del programma regionale di riforestazione. Durante la primavera del prossimo anno, prima della riapertura del parco, sono in programma il rimboschimento dell’area destinata al parcheggio e al centro accoglienza con oltre 1.100 piante, tra alto fusto, alberi rustici e arbusti ornamentali; e il completamento dell’area orti, con la messa a dimora oltre 500 piante aromatiche officinali e piccoli frutti. A protezione del canale d’irrigazione è previsto infine anche l’incremento della vegetazione acquatica e paludosa.  Per quanto riguarda le opere infrastrutturali (illuminazione, aree di sosta, restauro della casa colonica già presente sul parco, da adibire a Centro visite), le attività partiranno a seguito della variante urbanistica indicativamente prevista nella seconda parte dell’anno, in concomitanza della fase due delle opere.

Lo spazio non ha ancora un nome definitivo ma, spiega Faglioni, “di certo il toponimo di Santa Croce comparirà nella denominazione del parco”. Parco che verrà chiuso nelle ore tardo serali: “l’area sarà recintata per motivi di sicurezza ma il sistema di apertura e chiusura sarà automatizzato per consentire così anche ai più mattinieri di potersi dedicare a una sana attività sportiva all’aria aperta sin dalle prime ore del giorno”, spiega il presidente. La recinzione però non pregiudicherà l’accesso alla numerosa fauna selvatica che popola questo affascinante e prezioso polmone naturale: “il recinto – conclude Zaffignani – sarà leggermente alzato per consentire agli animali presenti, vero e proprio fiore all’occhiello di quest’area, di entrare e uscire liberamente. Al momento stiamo terminando l’analisi della fauna presente per conoscere le attuali frequentazioni del parco, con l’auspicio che in futuro possano aumentare di pari passo all’incremento della biodiversità”

Jessica Bianchi