Le mascherine puzzano ma le scuole hanno le mani legate

“Puzzano talmente tanto che siamo costretti a gettarle nell’immondizia. Uno spreco enorme ma non posso certo lasciare che i miei figli tengano quelle mascherine sul viso per tutto l’orario scolastico. Ho provato a usarle io, ma l’odore è intollerabile”. A parlare è un papà della Scuola primaria Marianna Saltini di Carpi che denuncia come le mascherine chirurgiche distribuite dall’istituto scolastico siano pressoché inutilizzabili.

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“Puzzano talmente tanto che siamo costretti a gettarle nell’immondizia. Uno spreco enorme ma non posso certo lasciare che i miei figli tengano quelle mascherine sul viso per tutto l’orario scolastico. Ho provato a usarle io, ma l’odore è intollerabile”. A parlare è un papà della Scuola primaria Marianna Saltini di Carpi che denuncia come le mascherine chirurgiche distribuite dall’istituto scolastico siano pressoché inutilizzabili. Presidi che anziché proteggere dal virus finiscono direttamente a ingrossare la mole nell’indifferenziato senza aver nemmeno svolto il proprio compito.

Ma da dove vengono queste mascherine? 

A chiarire la situazione è la dirigente del’Istituto Comprensivo Carpi Nord, dottoressa Federica Ansaloni: “non sono le scuole a farsi carico dell’acquisto, noi le riceviamo, settimanalmente o mensilmente, direttamente dal Ministero. Ogni lotto costituisce una partita a sè, alcune volte la qualità è migliore di altre ma noi non possiamo esercitare alcun controllo e siamo comunque tenuti a distribuire le mascherine ai nostri alunni. Posso comunque assicurare – conclude la dirigente – che tutte le mascherine rispettano pienamente le normative vigenti di sicurezza”. 

Il rischio è che qualche genitore dia ai figli le mascherine riutilizzabili anziché le chirurgiche previste dalla normativa ma al cuor, anzi no, alla puzza non si comanda…

Jessica Bianchi