Spesa e Covid: è boom di pizze pronte e birre

Cambiano gli acquisti al supermercato durante l'emergenza Covid-19. Con i ristoranti e le pizzerie chiuse sono aumentate le vendite di pizze pronte, birre e prodotti di gastronomia.

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Cambia il carrello della spesa alimentare dei carpigiani al tempo del Coronavirus. 

A parlarcene è Fabrizio De Rosa, direttore del supermercato Sigma in via Cuneo n°47.

In questa seconda ondata pandemica- ha spiegato De Rosa- abbiamo riscontrato un’impennata della vendita di pizze surgelate e, soprattutto, di pizze tonde già pronte che sono del tutto simili a quelle che si trovano in pizzeria.

Sono sia giovani che anziani ad acquistarle, specialmente durante il fine settimana, ma la vendita è costante durante tutta la settimana”.

Di quali altri articoli avete registrato un incremento delle vendite?

Sicuramente degli alcolici e, in particolare, delle birre. Poi dei prodotti di gastronomia già pronti, sia quelli da banco che quelli già confezionati, in particolare a base di carne, pesce e sushi. Un incremento che sicuramente è correlato alla chiusura di ristoranti e pizzerie. Abbiamo infatti inserito delle nuove gamme di prodotti freschi tra i nostri scaffali”.

Dopo la corsa al lievito e alla farina della prima ondata di Coronavirus dello scorso marzo, in cui per molti a casa dal lavoro occorreva riempire il tempo chiusi in casa, adesso coi ritmi lavorativi tornati alla normalità ma coi ristoranti chiusi, le scelte di acquisto sono cambiate.

Nel carrello s’inseriscono quindi sempre più piatti pronti che necessitano solo di essere scaldati, e la convivialità con parenti e amici, seppur ridotta, si consuma principalmente con pizza e birra.

Sul fronte dei comportamenti adottati durante la spesa come sta andando. Le regole vengono rispettate?

Rispetto alla prima ondata in cui c’era parecchia confusione e corsa agli acquisti, in questa seconda ondata notiamo maggiore consapevolezza e informazione tra i clienti del supermercato.

La capienza massima consentita all’interno dei nostri ambienti, in questa fase pandemica, è di 65 persone, un numero che di solito non viene superato, e quindi non c’è bisogno di far aspettare le persone fuori dalla porta.

Generalmente, tutti mantengono le dovute distanze e indossano la mascherina, e se talvolta qualcuno se l’è dimenticata si reca alla cassa per prenderne una sul momento.

Pur essendo il nostro un supermercato di quartiere che, prima della pandemia, rappresentava anche un punto di ritrovo per gli anziani, un luogo per arginare la solitudine, c’è molta responsabilità: due chiacchiere si scambiano ancora ma senza assembramenti e rispettando le regole.

Chiara Sorrentino