Anziani meno soli con l’abbraccio a prova di Covid

Alla Tenente Marchi di Carpi è stata realizzata una delle prime ‘stanze degli abbracci’: al piano terra della casa protetta una stanza che ha due ingressi separati, uno dall’esterno e l’altro dall’interno della struttura, è stata allestita per permettere l’incontro tra i familiari e i loro cari.

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E’ tanta l’emozione di riabbracciare la propria mamma anche se attraverso i ‘manicotti’ della stanza degli abbracci

Alla Tenente Marchi di Carpi è stata realizzata una delle prime ‘stanze degli abbracci’: al piano terra della casa protetta una stanza che ha due ingressi separati, uno dall’esterno e l’altro dall’interno della struttura, è stata allestita per permettere l’incontro tra i familiari e i loro cari.

Nonostante il plexiglass e i due manicotti con guantoni, il contatto fisico, l’abbraccio è nuovamente possibile in un ambiente sanificato con tutti i crismi di sicurezza anti-Covid.

“L’intento spiega Cristiano Terenziani presidente di Asp Terre d’Argine  è quello di ricostituire fra le persone anziane ospiti e i loro familiari i rapporti, i contatti diretti, che sono stati spezzati dal lockdown e dalle regole di contenimento”.

Dopo il lockdown, alla casa di riposo di Carpi, erano riprese le visite all’aperto e a distanza, ma già a ottobre, con l’aumento dei contagi, si è passati alle videochiamate. Alla Cra Tenente Marchi dove sono 48 gli ospiti, sono stati due i casi di contagio, entrambi asintomatici: gli operatori e gli ospiti attendono il richiamo del vaccino contro il Covid19

“Ci auguriamo che questo sia un altro piccolo passo verso una normalità che tanto aneliamo” conclude Terenziani. L’attrezzatura è smontabile e facilmente sanificabile e l‘acquisto è stato realizzato con il prezioso contributo dell’Associazione Amica che opera all’interno della Cra Tenente Marchi. “Purtroppo da quando è esplosa l’epidemia i volontari di Amica non possono dare il loro contributo all’animazione e alle attività di supporto. Il Consiglio direttivo ha così deciso di contribuire al progetto Stanza degli abbracci”.

Sara Gelli