A Carpi il carico fiscale più basso: 359 euro di tasse pro capite

“Il Bilancio di previsione 2021 (52 milioni di spesa corrente e 39 milioni destinati al piano investimenti) è solido e solidale” spiega l’Assessore Mariella Lugli. Confermati i tre fondi di Defiscalizzazione, Emergenza covid e Centro storico.

0
516

Il confronto tra le città dell’Emilia Romagna con una popolazione superiore a 50mila abitanti rende evidente la differenza, anche consistente, tra i 359 euro di tassazione pro capite a Carpi e lo stesso indicatore in città simili come Forlì (403 euro), Faenza (530 euro), Cesena (516 euro). Nella manovra di Bilancio 2021 è confermato che non ci sarà alcun aumento delle tasse a Carpi come accade ormai da tredici anni. Contemporaneamente si è ridotto l’indebitamento pro capite che è passato da 384 euro (2014) a 147 euro (2020).

“Il Bilancio di previsione 2021 (52 milioni di spesa corrente e 39 milioni destinati al piano investimenti) è solido, misurato sulle nostre forze, contando su oneri di urbanizzazione (700mila euro) e riducendo i costi di gestione, in attesa dei trasferimenti statali che arriveranno dalla legge di Bilancio in base alle stime della riduzione della capacità fiscale. Per compensare le mancate entrate tributarie nel 2020 sei milioni di euro sono stati trasferiti al Comune di Carpi” spiega l’Assessore al bilancio Mariella Lugli.

In sostanziale continuità con l’esercizio 2020, il Bilancio 2021 prevede però un aumento delle entrate tributarie dovuto all’intensificazione dell’attività di recupero dell’evasione ma “abbiamo finito di godere dello sgravio di cui abbiamo beneficiato in quanto comune terremotato”. L’avanzo d’amministrazione (1,263 milioni di euro sulla parte corrente e 2,600 milioni di euro sugli investimenti) consente di vivere più serenamente l’impatto della pandemia potendo contare su risorse immediate da poter spendere.

“È un bilancio solidale non solo perché non aumentiamo la pressione fiscale sui cittadini ma perché confermiamo fondi importanti: sono destinati 715mila euro al Fondo Defiscalizzazione (per sostenere le attività che hanno maggiormente subito le conseguenze dell’epidemia), 150mila euro al Fondo Emergenza Covid (per sostenere la creazione dell’Emporio in collaborazione con la Diocesi e per il settore Cultura), 315mila euro al Fondo Centro Storico (per gli incentivi a nuove vetrine e la promozione)”.

 

 

S.G.