“L’Italia potrebbe essere la culla di un nuovo Rinascimento”

Nel nuovo libro del carpigiano Gianni Previdi i consigli alle PMI per innovare e navigare nell’Oceano della complessità globale senza colare a picco.

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Gianni Previdi

“Abbiamo la consapevolezza dell’urgenza al cambiamento e all’innovazione?: è con questa domanda che prende l’avvio Innovation now, il nuovo libro del carpigiano Gianni Previdi, noto consulente aziendale, formatore e docente, che sin dagli Anni Ottanta si occupa di Management e Information Technology. Pur inscrivendosi in una serie dedicata al mondo delle imprese – ricordiamo, tra gli altri, Social.Media.Mente e #Smart Management – questa ultima pubblicazione è dedicata in particolar modo alle piccole e medie imprese, che come noto rappresentano la spina dorsale dell’economia e, in particolare, del nostro territorio. Un modello imprenditoriale che, sin dall’inizio del nuovo millennio, con la concorrenza globale prima, la crisi economica poi e, ciliegina sulla torta, una pandemia mondiale, continua a subire colpi faticando a rispondere, quasi fosse un pugile messo all’angolo.

“Abbiamo, in Italia, circa ottanta distretti – spiega Previdi – ma le PMI faticano a fare innovazione, non tanto di prodotto, che sanno fare e bene, quanto nell’individuazione di nuove forme di relazione coi mercati internazionali. […] E’ stato stimato che il ciclo di vita delle imprese italiane è ad oggi inferiore ai 15 anni, e il trend presenta perfino una traiettoria di ulteriore diminuzione”. Il saggio rappresenta quindi uno stimolo, si potrebbe quasi dire un manuale, capace di miscelare sapientemente elementi teorici e spunti operativi, scritto a partire sia dall’esperienza sul campo che dalla constatazione dell’innegabile difficoltà di un sistema produttivo che si trova a nuotare in acque affatto diverse da quelle cui era abituato appena vent’anni addietro: in una società globale ipercompetitiva, che vive un’accelerazione progressiva la cui curva è sempre più pronunciata, con innovazioni tecnologiche dirompenti che si susseguono con una rapidità eguagliata soltanto dalla contrazione del ciclo di vita dei prodotti, che in tempi sempre più veloci diventano, da realizzazioni d’avanguardia, strumenti comuni, per poi essere collocati nell’enorme bacino degli oggetti ormai superati. Pensare di navigare in questo vero e proprio nuovo Oceano ancorandosi alle presunte certezze consolidate significa condannarsi a una lentezza che somiglia molto all’immobilismo, per poi affondare progressivamente, inseguendo una corsa allo sconto tanto disperata quanto inutile. Ma è proprio nella difficoltà a cambiare paradigma e mentalità che sta uno dei principali problemi. “Le cause vere del possibilissimo pericolo non sono esterne bensì interne, sia operative che, soprattutto, strategiche e culturali: il vero gap che attanaglia tipicamente la piccola-media imprenditoria italiana”. Occorre allora, secondo Previdi, ripensare profondamente, e velocemente, i fondamenti del fare impresa, con una parola d’ordine: fare innovazione, semplificando e allargando gli orizzonti, senza commettere gli errori tipici di una ‘pigrizia’ inerziale, che si accontenta del “si è sempre fatto così”. Per supportare le PMI, l’autore propone la tecnica del Business Design: perché non basta avere un’intuizione geniale, se l’idea non è affiancata dagli strumenti e dalle strutture necessarie a darle sia concretezza che un futuro sostenibile. Nelle 350 pagine di Innovation now sono presenti stimoli, esempi e modelli preziosi per iniziare a realizzare, o perfezionare, un cambiamento necessario. Con la convinzione che: “l’Italia potrebbe essere la culla di un nuovo Rinascimento, avendo nella sua storia e nel DNA i caratteri dell’inventore, del genio. La stessa Harvard Business Review ha riconosciuto che Firenze fu il prototipo ideale di hub dell’innovazione”. E’ il momento di cambiare: ora o mai più.

Marcello Marchesini