Il fringuello è tornato in città

Canti come un fringuello, quante volte abbiamo sentito questo detto popolare ma cosa sappiamo davvero di questo uccelletto del freddo?

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Canti come un fringuello, quante volte abbiamo sentito questo detto popolare ma cosa sappiamo davvero di questo uccelletto del freddo?

Il suo nome latino è Fringilla coelebs, ovvero celibe, poiché “maschi e femmine lasciano i freddi Paesi del Nord Europa separatamente e in tempi diversi”, sorride Daniela Rustichelli delegata della sezione carpigiana della Lipu. E’ arrivato nella nostra città da circa due settimane ma, prosegue, “non sono ancora molto numerosi”.

Il più diffuso e comune della famiglia dei Fringillidi, il fringuello è un uccello di piccole dimensioni, simile a un passero, che misura 14 – 16 centimetri di lunghezza, per circa 20 – 25 grammi di peso. Il maschio si differenzia dalla femmina per la livrea più colorata: mentre la femmina appare bruno-giallastra, il piumaggio del maschio è molto bello e variegato. “Ha una livrea color ruggine, soprattutto nella stagione riproduttiva, che sfuma in un rosa cannella tenue nelle parti sottostanti, il vertice del capo e la nuca sono di un grigio ardesia azzurro, mentre le estremità delle ali sono nere. Caratteristiche della specie, presenti in entrambi i sessi, sono le barre bianche presenti sulle spalle e sull’ala – molto evidenti quando l’uccello è in volo – e le timoniere esterne anch’esse bianche”. Il becco nero brunastro e conico è quello tipico dei granivori: il fringuello ha infatti “un’alimentazione a base di semi, cereali e frutta ma, nella stagione riproduttiva, si nutre anche di insetti e ragni. Non disdegna le mangiatoie dove è facile osservarlo mentre rompe il guscio dei semi rigirandoli più e più volte nel becco. Si muove a terra dove cerca il cibo e si muove a passettini veloci, persino a scatti”.

Questo uccelletto frequenta gli alberi dai semi alati, come aceri, frassini, abeti, betulle, gelsi, noccioli, tigli, olmi, ontani e tassi ma ama anche le siepi mature per trovare rifugio o per dormire. Il suo canto è forte e dalle note squillanti. “Alcuni studi hanno dimostrato come il maschio impari alcune melodie dal gruppo in cui cresce, le quali presentano persino delle varianti regionali”, prosegue Rustichelli.

Alle nostre latitudini questa specie mostra un comportamento sedentario, territoriale in periodo riproduttivo, in inverno il Fringuello mostra un comportamento gregario, formando gruppi di dimensione variabile, frammisti soprattutto alle peppole con cui a volte si ibridano. “Questi gruppi – spiega la delegata Lipu – si tengono continuamente in contatto quando sono alla ricerca di cibo, attraverso dei pigolii, vicino alle mangiatoie così come nei campi aperti, per essere pronti a fuggire nel caso vengano avvistati dei predatori”.

Il fringuello è monogamo e le coppie perdurano nel tempo: “a costruire il nido, tra le biforcazioni dei rami principali degli alberi e del tutto mimetico, è quasi esclusivamente la femmina. Una coppa di erba e muschio, foderata all’interno con peli e piume, resa salda e compatta grazie all’impiego di ragnatele”.

Al momento lo stato di conservazione di questo uccello non ha mostrato segni di declino: “specie protetta in tutta Italia, il fringuello può essere difeso ripristinando il paesaggio agrario di una volta tra podere e podere, ovvero piantando alberi e siepi nelle campagne oggi così povere di coltivazioni arboree. Bene anche la messa a dimora di siepi nelle zone antropizzate per creare corridoi verdi nelle vie, di giardino in giardino”, spiega Daniela Rustichelli.

Uno dei simboli della passione di Cristo, insieme al pettirosso e al cardellino, il fringuello, marchiato dal sangue di Gesù mentre tentava di togliergli qualche spina dalla corona, oggi non è in pericolo ma, avverte, Rustichelli, “non dimentichiamo quanto accaduto ai passeri. La nostra città ne era piena e poi, all’improvviso, sono scomparsi”. Il fringuello viene studiato come bio indicatore, la sua presenza suggerisce infatti un buono stato dell’ambiente. Difendiamolo, smettendo di impoverire di verde il nostro ambiente.

Jessica Bianchi